Il Senso del Galateo (4)

Cercando le norme di buona educazione per bere e servire il the al bar e in casa (cerimonia complicatissima che mi fa detestare ancora di più il mio tragico mal di gola e la sua ripetitiva necessità di bevande calde), mi sono imbattuta in un sito rivolto agli esperti della ristorazione (oltre che ad un bel blog: http://lamiateiera.blogspot.com/).
Ho provato, per mettermi alla prova, a fare il test sul galateo per il personale di sala. Risultato: centrate 2 su 3. Sono stata “rimandata” sul servizio a tavola perché, a quanto pare, il cameriere dovrebbe servire nell’ordine “persone festeggiate, ospiti, membri del clero, donne, persone più autorevoli, persone più anziane”. Ecco, mi chiedo, perché le donne fanno categoria a sé come gli anziani e gli ecclesiastici?
Entra in gioco un quesito: quando il galateo è un semplice atto di cortesia e quando diventa sessismo mascherato?

La vita da “persone cortesi” comunque è un incubo. I cafoni sono a ogni angolo della strada, sgomitano, passano avanti al bar, alla cassa in Feltrinelli, in fila per pagare il parcheggio. Spesso hanno piumini con il colletto in pelliccia e tacchi estremamente alti, indossano vestiti attillati e ancheggiano per andare al bagno.

Continuo a chiedermi sempre più spesso quale sia la differenza fra cortesia ed educazione. E inizio a pensare che ci vorranno mesi per capirlo, proprio come per  correggere i comportamenti di una vita (la mia). Anche se non posso – non voglio? – considerarmi una maleducata, mi dimostro sempre più incorreggibile.

Oggi pomeriggio in Feltrinelli, a Largo Argentina, si avvicina una signora (capelli rossi, occhiali neri, sessant’anni, maglione blu tempestato di strass) e si siede al tavolino accanto al mio. Sento il suo sguardo addosso. Alzo gli occhi e lei prende un libro sul mio tavolino (anche questo sul Risorgimento, ne sono praticamente ossessionata). “Posso?” chiede. Trattengo a stento un po’ di stizza. Accenno (malamente) un sorriso. “Ma poi mi serve” rispondo e realizzo che, per l’ennesima volta, ho mandato in frantumi tutti gli sforzi della giornata… La signora infatti arrossisce, inclina un po’ la testa, prende il libro, gli dà una veloce occhiata e poi se ne va. Missione gentilezza (nuovamente) fallita.

Ps. Da oggi inizierò, in modo del tutto autolesionistico e imparziale, a dare delle stelline per il mio comportamento cortese. Oggi me ne merito solo una, e solo per incoraggiamento.

Comportamento Cortese: *

 

2 pensieri su “Il Senso del Galateo (4)

  1. ciao! bella domanda quella della teiera al bar… premettendo che non lo so, io opterei per la bustina in tazza, specialmente se il tè è condiviso con altri (ognuno se lo fa come meglio crede nella propria tazza). però è anche vero che di solito al bar portano una piccola teiera per ogni persona, e non un’unica teiera più grande… quindi il mio ragionamento sta poco in piedi!
    comunque mi piace il tuo blog, ti seguo in questa (ri)scoperta delle buone maniere!

  2. Ciao e… Grazie! Sei la mia prima lettrice “ufficiale”🙂 Per la teiera sono un po’ incerta. Nel bar sotto casa portano questa teiera abbastanza grande, da cui (lo ammetto) bevo circa tre tazze (adoro il te). Mi viene sempre il dubbio pero’ di fare una cafonata, anche se non voglio privarmi di un paio di tazze poco concentrate (da preferire a una molto concentrata). Che dici?🙂

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