Alla Feltrinelli di Largo Argentina (8)

Stamattina (verso le undici) ho preso il tram e sono andata alla Feltrinelli di Largo Argentina per comprare il nuovo di Ellis (per fare un regalo ad un appassionato). Ho preso il libro, sono andata alla cassa due, ho  pagato. Era ancora presto, l’amico con cui dovevo prendere un caffé sarebbe arrivato dopo poco, e così ho continuato a fare un giretto fra gli scaffali. Le novità, il reparto di sociologia, quindi quello di storia. Ho chiesto alla ragazza al banco informazioni un libro, non riusciva a rintracciarlo ed è stata molto disponibile; l’ho ringraziata e ho ripreso a cercarlo fra gli scaffali. “La cortesia è di nuovo la parola d’ordine della giornata” mi sono sforzata di pensare dopo la debacle di ieri.

Quando sono arrivata al banco narrativa, per chiedere un altro libro, la situazione è però precipitata. Una signora di quaranta (cinquanta?) anni era voltata, probabilmente impegnata a mandare un messaggio al cellulare. Capelli biondi legati in una coda, occhi azzurri, gonna al ginocchio e stivali. “Buon giorno” ho detto ripetute più volte, ma lei non si voltava. “Buon giorno” ho insistito, ma non si voltava ancora. A un certo punto, con gli occhi spiritati, dopo l’ennesimo buon giorno, si è voltata e mi ha detto “Un attimo” con tono tanto sgarbato e arrogante da spiazzarmi. Non ho avuto il tempo neanche di rispondere, che si era voltata ed era andata chissà dove. E’ stata colpa mia: ci metto un po’ a trovare qualcosa di gentile ed educato in situazioni come questa, quando la cosa più ovvia sarebbe un espressione liberatoria e un po’ volgare.

Allora ho preso un bel respiro. In fondo, l’educazione è fatta di sacrifici. Sono andata alla ricerca del Galateo (che ho comprato e che da lunedì verrà messo sotto torchio) e poi il mio amico è arrivato, mi ha detto che il libro appena comprato era un pessimo, mi ha consigliato di cambiarlo. Con scontrino e busta sono andata alla cassa numero quattro. Una donna con un caschetto liscio, maglione grigio e sguardo perso nel vuoto mi ha aggredito. “Deve farsi fare il buono” ha esordito, quando gli ho indicato il libro e scontrino. “Dove?” ho domandato; non ho mai cambiato un libro in Feltrinelli. “Deve farsi fare il buono” ha insistito la donna, nervosa, alzando un po’ la voce. Per un attimo ho credo che, da un momento all’altro, avrebbe potuto avere un esaurimento nervoso. Mi sono fatta da parte, la fila doveva procedere. Sono andata alla ricerca di questo luogo per cambiare il libro (che ho poi scoperto essere il banco dove, poco prima, la commessa bionda mi aveva aggredito) e ho avuto il buono da ritirare alla cassa.

Sono così tornata alle casse. In fila, la numero tre si è liberata. Stavo per andare quando una vecchietta (settanta? ottant’anni?), avvolta in una giacca di lana beige e con cappellino verde, mi è sfrecciata accanto e si è presa il mio posto. Non ho detto niente, in fondo non era proprio il caso di polemizzare ancora. La cassiera numero quattro, l’arrogante con il caschetto di poco prima, mi ha detto: “Vada lì a ritirare il buono. Vada lì”. L’ho guardata incredula (nonostante lo sforzo non sopporto quando le persone sono così maleducate) e le ho detto “La prego di non urlare contro di me”. Non ho idea di cosa abbia sbraitato dopo, ma penso abbia farfugliato qualcosa come “gridare? Io?”. I cafoni sono i primi a non realizzare quanto siano imbarazzanti e umilianti (per loro stessi) comportamenti di questo tipo.

Con gli occhi truci della cassiera puntati addosso, sono andata alla cassa uno, ho fatto presente il nome e il titolo del libro per il buono. La cassiera, una donna sui quarant’anni, capelli lisci chiari e occhi azzurri, ha preso il buono dalla stampante alle sue spalle. Ha passato i libri sulla barra. “Ventisei euro” ha detto. Mi è sembrato strano che il totale, meno il libro di Ellis, fosse così alto. Avevo preso tre tascabili, ma non ho detto niente e ho pagato. Prima di uscire ho controllato lo scontrino: c’erano 15 euro per dei cd che non avevo preso. Ho fatto notare alla cassiera che quei cd non erano assolutamente miei. Lei ha spalancato il sacchetto, ha visto che non c’era ombra di cd, e si è voltata verso un collega. “Hai passato tu ‘sti cd?” ha domandato, con un grugnito. L’uomo ha annuito, lei allora ha sbuffato. “Che pazienza” ha detto. Ovviamente non si è scusata, mi ha preso bruscamente dalle mani lo scontrino, e ne ha fatto uno nuovo restituendomi i 15 euro appena dati. Arrogante ed estremamente cafona, si muoveva come fosse nel giusto. Ho sospirato e, ancora, non ho replicato nulla. Avrei potuto darle dell’incompetente o farle notare la sua distrazione (se non mi fossi accorta di nulla avrei pagato 15 euro in più, e chissà quante persone non se ne accorgono..), eppure ho utilizzato le buone maniere.

Quando sono uscita, ero decisamente sconcertata da tanta (concentrata) maleducazione. Non mi è mai capitato in tutti questi anni (o forse, semplicemente, sforzandosi d’essere gentili è più facile notare la cafonaggine altrui) di trovarmi in una situazione del genere. Anche se sono riuscita a mantenere la calma, a non polemizzare, a restare gentile, non sono contenta. Le cassiere in questione continueranno a maltrattare gli altri clienti, a essere prepotenti ed arroganti. Ho pensato anche di non andare più in Feltrinelli, cosa che probabilmente farò. Mi dispiace solo che, anche se ho ben poche possibilità di incontrare queste tre donne di nuovo visto il numero del personale, non saranno mai riprese. E, probabilmente, continueranno a comportarsi così perché non si renderanno mai conto della loro cafonaggine.

Non mi piace la maleducazione e a Largo Argentina il personale mi è sembrato frustrato, sgarbato e prepotente. Anche se oggi è stata una giornata cortese, mi è sembrato di essermi fatta mettere i piedi in testa. Eppure le buone maniere sono (anche) così, necessitano di sacrifici e di impegno…

 

 

2 pensieri su “Alla Feltrinelli di Largo Argentina (8)

  1. ciao Kate! per il post a 4 mani ci sto, bella idea! però io non sono molto ferrata sul bon ton… intanto tu indaga sull’argomento, tanto adesso sei armata di Galateo!😀

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