Regali (10)

E’ tempo di Natale. E’ tempo di regali. E finalmente arrivato il momento di orrende cornici d’argento, portamonete in pelle formato mignon, foulard di seta e guanti pelle e lana tricot. Il dubbio e’ sempre il solito: che regalo faccio? Se mi regalano qualcosa che non mi piace come mi comporto?

Provo a parlarne con Cecilia (una delle mie migliori amiche, 27 anni, redattrice, collezionista di cucchiai in legno da cucina e amante di tutto quello che incorpora la parola fitness). Lei non sa rispondermi, ha sempre comprato cose casalinghe e utili: cucchiai in legno da cucina per sua madre e sua nonna, guanti e sciarpe per il padre e il fratello, ecc. Abbandono la possibilità di discuterne con Davide (penserebbe che gli sto mandando degli eleganti segnali per il mio regalo) e mi concentro sul mio nuovo Galateo, che entra in gioco con una serie di interessanti norme, un po’ legate al buon senso e un po’ sorprendenti.
Il regalo, in teoria, dovrebbe essere fatto perché legato alla generosità di chi lo compra (mi chiedo se questo avvenga davvero, da qualche parte, nel mondo, oggi). Insomma, non bisognerebbe aspettarsi niente in cambio.. eccetto la felicità della persona che lo riceve. E se alcuni regali sono legati a una ricorrenza tradizionale (come Natale o Pasqua), altri a eventi importanti (laurea, matrimonio, comunione) o a un dovere (ringraziare per un invito) quello più bello è per antonomasia il regalo inaspettato. Almeno secondo il Galateo, e un po’ anche secondo me.

Scegliere il regalo giusto è ovviamente più complicato del previsto (ma questo non ci voleva il Galateo per scoprirlo). Per persone che si conoscono poco è meglio prendere qualcosa di impersonale (per non metterle in imbarazzo.. proprio come quando un’altra delle mie più care amiche, Clara, si è presentata a casa dei suoceri con una lampada a forma di cuore), per chiunque è meglio evitare regali utili e casalinghi, stando bene attenti a quelli ironici: non sempre il destinatario è dotato dello stesso humor di chi lo compra. Sarebbe meglio evitare di ridursi all’ultimo minuto (l’ispirazione per un dono dovrebbe essere frutto di lunghe e mirate riflessioni, e non come capita a me di una ricerca sfrenata della prima cosa che capita sotto mano il 24 dicembre alle 18.30).

A prescindere dall’oggetto, ci sono delle cose che si devono necessariamente fare:
– scrivere un biglietto a mano d’accompagnamento
– non regalare fazzoletti perché porterebbero lacrime e neppure oggetti appuntiti (i coltelli valgono? e per la suocera c’è qualcosa, come un lodo o un condono, che garantisce uno “strappo”?)
– se si regala un portafogli dentro bisogna metterci una moneta (mica una banconota però!)
– non si deve mai riciclare un regalo (o almeno stare attenti a non riciclarlo a… chi ce l’ha fatto)
– non si devono fare regali a un superiore, ma è buona norma sdebitarsi alla prima occasione con chi non ci fa pagare la sua prestazione (avvocati, commercialisti, medici, ecc.).
– a una persona ricca meglio fare un regalo affettuoso che costoso, a un collezionista MAI regalare qualcosa della sua collezione (es: ho provato a regalare a Cecilia un cucchiaio di legno a forma di zucchina ma lei si è molto offesa, liquindando la cosa con “Ma secondo te non ne ho almeno una dozzina simili?”).
– non fare mai riferimento al prezzo o al valore dell’oggetto, ma conservare lo scontrino in caso di cambi.

Le buone maniere gravitano poi intorno a cosa significhi ricevere un regalo (che va sempre accolto con gioia, e con dei calorosi ringraziamenti; guai a dire “non ti dovevi disturbare”). Il dono si può cambiare solo se la taglia è sbagliata, ma bisogna comunque mostrare apprezzamenti per il modello. In nessun caso si può vendere su ebay (su questo il galateo non è aggiornato, ma posso dire per esperienza personale che è molto più facile che chi ce l’ha regalato lo trovi online piuttosto che scopra a chi lo abbiamo riciclato).
I fiori però vanno sempre bene (attenzione: mai regalare i fiori dei morti, i crisantemi; fiori in numeri pari; fiori profumati agli ammalati e alle donne incinte; fiori colorati per nozze e battesimi, e soprattutto mai mandare rose a dozzine… è un comportamento da corteggiatori pacchiani), attenzione solo al linguaggio dei fiori.

Bisogna un po’ allenarsi per trovare il regalo perfetto. Proprio come sull’espressione da fare quando, alla Mezzanotte del Ventiquattro, ci arriverà fra le mani un pacco non proprio corrispondente al nostro sogno. Qualcosa di bruttino, di utile e di casalingo come un cucchiaio di legno a forma di zucchina..

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