Un inizio vero

Sto lentamente trasformando casa mia in una biblioteca per aspiranti maestri di bon ton. Non so se questa mania compulsiva di circondarmi di libri e film porterà i suoi frutti, ma sicuramente impressiona l’ospite che, entrando in casa, resta stupito da una così massiccia quantità di galateo (ne ho ben quattro!) e libri sulle buone maniere (ben due!). Ironia a parte, da qualche giorno ho iniziato a testare questo mio tentativo di riscoprire le buone maniere su parenti e amici. Giusto per avere il polso della situazione. Le risposte, come sospettavo, sono state le più diverse. L’unico fil rouge è stata la sorpresa (che avrebbe anche potuto offendermi… esattamente come ha fatto), nello scoprire che mi interesso all’etichetta e alle buone maniere. In ogni caso, sono più determinata che mai e non mi farò scoraggiare da queste inquietanti reazioni.

  • Mio Fratello: “Ma lascia perdere, fai qualcosa di costruttivo”. Quando gli ho chiesto a che cosa si riferisse ha alzato le spalle e se ne è andato.
  • Mia Nonna, quando le ho annunciato per telefono la cosa, è scoppiata a ridere. “Sì, proprio come quando volevi imparare a cucinare i dolci al cioccolato”. Non ho avuto il coraggio di ribattere niente, effettivamente fu un’esperienza abbastanza agghiacciante: non è bello trovarsi con il cacao in polvere che brucia (?), lo zucchero a velo che scende come neve dalla cucina (avevo dimenticato il tappo sul frullatore), la coppa delle uova rovesciate sul tavolo, ecc.
  • Fidanzato, Davide: “Ma tu non ne hai bisogno, sei già educatissima” (e per questo merita una doppia dose di abbracci e di baci, nonché una torta al cioccolato.. rigorosamente comprata!).
  • Migliore Amica 1, Cecilia: “Perché? Se diventi educata io sembrerò una cafona” (ecco perché le voglio così bene).
  • Migliore Amica 2, Cristina: “Io ho un galateo a casa, te lo porto nel pomeriggio” (cosa che effettivamente ha fatto).
  • Migliore (e Unico) Amico 1, Gianluca: “Ma sei sicura che non impazzirai al terzo giorno? Il mondo non è fatto per gli educati”.

Alcuni, come mio padre, hanno risposto con un’alzata di spalle. Altri, come mia madre, mi hanno fatto presente quando ero bambina e concentravo in me una massiccia dose di maleducazione innata (“Chissà da dove veniva?” ha domandato, studiando papà). Ma spingere-picchiare-insultare-derubare-umiliare i compagni di classe alle elementari (e alle medie, e al liceo) non ha niente a che vedere con la vita vera. Insomma, chi non ha fatto errori in gioventù? “L’importante è cercare di recuperare” mi sono giustificata, ma mamma è scoppiata a ridere. “Ti hanno buttato fuori dall’asilo nido perché avevi morso una bambina” ha detto. “Ma adesso sono cambiata. O almeno ci proverò” ho ribattuto, lei però era ormai dentro il passato. Ha ricordato una lunga sfilza di violenze che negli anni ho inflitto a compagni di classe e amici (in senso lato). Il più vergognoso? Forse quando in quinta elementare ho tirato il velo a Suor Armida e ho cominciato a correre per tutta la classe, sotto gli sguardi attoniti e imbarazzati dei miei docili compagni, urlando “Non ha i capelli! Non ha i capelli”. Questo, però e per fortuna, mia madre non l’ha mai saputo..

4 pensieri su “Un inizio vero

  1. Appena ho letto il titolo del tuo blog , già mi stavi simpatica !!! ho la stessa tua percezione di questo mondo incivile e maleducato !!! non ti stò a raccontare gli ultimi due episodi freschi freschi di questa mattina , perchè non vorrei già tediarti !!!
    sono certa che ripasserò a prendere suggerimenti per avere un perfetto galateo !!!
    un saluto e auguri di buone feste !!! ciao by Velvet

  2. Grazie🙂 Secondo me con le feste (e il seguente caos di file, fremiti dettati da regali e imminenti incontri famigliari) le persone si sentono “autorizzate” ad essere arroganti e cafone. Il Natale e’ diventato una sorta di bonus spazio/temporale per essere al peggio di se stessi…

  3. Ehehehe, domani vado a finire i regali di Natale… prometto aggiornamenti sulla situazione di isteria che (so già) mi si presenterà davanti…

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