Il giorno dopo

Devo dire la verità: ieri ero troppo stanca (e piena) per riuscire a fare qualcosa che non fosse mettere in bocca cioccolatini, masticare, afferrarne di nuovi. Sono stata tutto il giorno a casa dei miei (che non vedo quasi mai) a gironzolare fra la dispensa e la cucina. Credo che se queste feste non finiranno presto (per fortuna oggi è l’ultimo giorno di questo tour de force chiamato Natale) potrei prendere il doppio dei chili che mi sono prefissata di perdere per l’anno prossimo. Ma questa è un altra storia.

Non vi annoio con il resoconto formale di quello che è successo ieri a casa mia (antipast0, primo, secondo, contorno, dolce moltiplicato per tre nella scelta), dei regali che ho ricevuto (e che non mi sono piaciuti, quindi domani cambi a go go anche se è di cattivo gusto e il galateo lo sconsiglia), di quello che succederà quando mi peserò per la prima volta tornata a casa.

Al momento niente di nuovo brucia sul fronte occidentale della mia vita (checché ne dica l’oracolare oroscopo di Elle), tutto è dentro i soliti binari e aspetto con ansia lo scossone che il 2011 dovrebbe darmi. La cosa assurda? L’oroscopo di Glamour (non sono una fissata con gli oroscopi, ma ho comprato un sacco di giornali per resistere ai miei due fratelli e alle loro noiosissime conversazioni che vertono sempre sulla “santa trinità” donne, macchine, lavoro) però mi ha colpito: mi consigliava di aprire un blog e scriverci tutto (ma proprio tutto) quello che mi riguardava. Sarà un segno?

In ogni caso, anche se oggi è Santo Stefano non può mancare il consueto consiglio di galateo. Se il Natale è passato (e io ho offerto un pessimo servizio passando più tempo a gozzovigliare che a documentarmi), mi organizzerò già da domani per Capodanno: come preparare gli inviti (anche se è un po’ tardi per rimediare qualcuno che non sia sfigato), come rispondere agli inviti, come preparare la tavola e come mangiarci senza sembrare dei selvaggi ingordi (che non mangiano dalla notte di Natale per entrare nel fantastico vestito rosso preso a saldo su net-a-porter), cosa indossare e di cosa parlare. Insomma: una guida a 360° per lasciarsi alle spalle questo 2010 che, non so a voi, ma a me ha portato tante cose belle (un lavoro) ma anche tante cose noiose (e qui non stendiamo un velo pietoso).

Il consiglio galante di oggi riguarda qualcosa che durante qualsiasi festa non deve mancare mai: l’alcol. In ogni dispensa (o mobile bar, come preferite) devono sempre esserci una serie di cose fra cui: una bottiglia di Campari, di Martini secco, d’anice o d’anisette, di cognac, di gin, di whisky, di amaro, qualche sciroppo, qualche succo di frutta (e almeno un bottiglione da due litri di Coca Cola Zero, ma questo lo dico io). Il Galateo consiglia anche come offrirli (ecco cosa vuol dire parlare di sbronze di classe): a pranzo (che nel linguaggio galante si chiama prima colazione) è meglio offrire Campari, sherry o succo di pomodoro; per la sera si deve preferire Martini o whishy. I liquori si offrono sempre dopo il caffé (ecco perché si chiamano anche ammazzacaffé) e a fine serata (dopo la digestione) l’ideale è proporre… una spremuta ghiacciata!

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