La vera signora

 

Vestirsi è un casino. Chi non ha mai avuto un attacco di panico perché ha saputo all’ultimo momento di una cena e non sapeva che cosa mettere (con il vestito migliore in tintoria e un paio di scarpe perfetto con il completo rimediato all’ultimo momento dimenticato o, peggio, prestato a chissàchi)? Chi non ha mai valutato l’idea di farsi monaca di clausura pur di non andare a un balletto o al cinema a vedere il nuovo film dei fratelli Dardenne (se non avete visto Il matrimonio di Lorna, non avete visto niente)?

In ogni caso, anche per vestirsi (e qui delego alle centinaia di riviste nazionali e internazionali, nonché a Giusi Ferrè, i consigli per abbigliarsi alla moda), esistono delle regole di galateo.

Sono tantissime quindi andremo mooolto lentamente (anche perché la cosa mi piace un sacco). Inizieremo a parlare dalla “vera signora” descrizione inquietante per raccontare qualcosa che che sembra assolutamente scomparso al giorno d’oggi. Ci tengo a precisare, comunque, che la vera signora non è quella che, da bambina, si intrufola nell’armadio della madre, ruba un paio di collane di perle, se le infila a casaccio e si imbratta la bocca di rossetto. Non è cioè la prima immagine che mi è venuta in mente (mutuata da non so quale idiota telefilm americano).

Pillole di galateo. La vera signora.

Partendo dal presupposto che la vera signora non si fa incantare dalle lodi degli altri (leggi delle commesse) perché conosce bene i suoi pregi e difetti, è sempre in grado di scegliere autonomamente quello che la valorizza al meglio (siamo sicure che sia una donna e non un automa?). La vera signora sa anche che sex appeal e buon gusto sono quasi sempre inconciliabili (inizio a capirci qualcosa di più.. credo che abbia poco a che vedere con Pretty Woman prima del cambiamento, anche se quelli erano “abiti da lavoro”). Ovviamente preferirà il buon gusto (e poco importà se resterà zitella perché, visti i tempi che corrono, o sei travestita da prostituta o i maschi neppure ti notano), ma non perderà (neppure con l’abito più accollato e lungo) la sua femminilità (se qualcuno ci riesce che me lo spieghi, io ci ho provato e mi sono sentita un sacchetto della spazzatura molto nero e pieno). Vietate, quindi: scollature e minigonne, minigonne e tacchi alti, schiena nuda e spacco, spacco e scollatura. I tacchi, comunque, sono concessi solo se si è in grado di camminare con andatura elegante, e se si riesce a tenerli per tutto il tempo senza lamentarsi (io mi lamento sempre, che impiastro che sono!). Gli accessori, invece, devono essere sempre ed esclusivamente molto eleganti.

 

Non so a voi, ma questa descrizione mi ha fatto venire in mente la Bree di DH. Adesso vi saluto (ricominciamo domani) perché fra meno di un’ora mi vengono a prendere e devo ancora finire le valigie… Finalmente si parte!

2 pensieri su “La vera signora

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