L’Arte della Tavola (il tedio dei festeggiamenti)

Non è scritto da nessuna parte (neppure sul galateo) che le feste debbano necessariamente piacere. Certo, è bene fingere che ci piacciano, ma non è necessario che i nostri sentimenti a riguardo siano di sincero entusiasmo, gioia, divertimento e altre cose del genere.

Per evitare cenoni estenuanti (poco importa a casa propria o a casa di amici, al ristorante pizzeria con comici improvvisati davvero patetici, in ristoranti di lusso con camerieri scocciati,  in piazza al freddo, a teatro per sentire un concerto di classica, a teatro per sorbirsi uno spettacolo con l’occhio all’orologio), ho convinto Davide ad andare lontano, il più lontano possibile, da ogni forma di vita civile (la scusa è che i paesaggi sono belli, e lui può andare in giro a fare tutte le foto che vuole).

Ci hanno seguito degli amici, ma poco importa. Stanno sempre chiusi in camera ad amoreggiare, Davide va in giro a fare foto, io cerco notizie sul galateo su internet (credo che stia diventando un’ossessione).

Detto questo, molti di voi stasera saranno nel pallone (e un po’ anche io, lo confesso). Le regole da seguire per restare nel nostro binario (quello del bon ton) sono sempre le solite: autocontrollo e semplicità. Meglio un vestito semplice con un dettaglio eccentrico (calze, acconciatura dei capelli, gioiello, scarpe), manicure e pedicure perfetta, un sorriso smagliante e un buon profumo. Non è il caso di conciarsi da meringhe o da vamp, per quello ci sono i matrimoni (nel ruolo di damigella) e gli incontri da scambisti. Servire a tavola, così come preparla, è qualcosa che va delegato al proprio gusto.

Il consiglio chic di quest’anno? Lo seguirò nonostante Cecilia creda che sia  stupido: a mezzanotte non intasare le linee chiamando tutti i parenti e gli amici (anche perché, ormai lo sanno anche i bambini, il capodanno è una pura formalità), ma concentrarci sulle persone che ci sono vicine. Dedicare a loro attenzioni e affetto, fare un bel brindisi e darsi un abbraccio. Per augurare un felice 2011 abbiamo avuto (e avremo) tutto il tempo che ci sarà concesso..

ps. per stasera io ho scelto un vestito nero al ginocchio, davanti accollato e… dietro scollato. Capelli fermati in uno chignon, tacchi alti e calze coprenti. Nessun gioiello, eccetto il girocollo che Davide mi ha regalato per Natale. I consigli della “vera signora” potrebbero sortire il loro effetto!

2 pensieri su “L’Arte della Tavola (il tedio dei festeggiamenti)

  1. Sono davvero contenta.. è stato utile? Io non ne potevo più di amici (conoscenti, ex fidanzati e chi ne ha più ne metta) che alla mezzanotte si appartavano per chiamare persone a casa.. Se hai scelto di condividere la fine dell’anno con altri… goditeli senza distrarti! No? Baci e auguri🙂

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