Dieta Bis

Premetto che questo è l’ultimo (o quasi) post che faccio sulla dieta. E’ ovviamente un argomento molto interessante (almeno per me, e per l’altro 99,9% delle donne in continua lotta con il peso), ma il bon ton vieta (guarda post di ieri) di conversare (quindi presumo anche scrivere!) del proprio regime alimentare. In ogni caso, quello che è successo al ristorante oggi deve essere raccontato.

Stiamo per partire. La macchina è già carica di valigie. Fra un paio di ore (minuti?) si parte per tornare a casa, per immergerci ancora nel solito tran tran che anche il 2011 (sig!) porterà con sé: lavoro, arrabbiature, ricerca di un lavoro, trovare un lavoro, urla, bollette, acquisti folli, telefonate in banca perché ho perso la password e non posso controllare il conto online, ecc. ecc.

Stiamo per partire quando Cecilia punta il dito sull’orologio. “Sono le dodici e mezza, perché non mangiamo? Almeno ci evitiamo il paninazzo in autogrill” dice. Io la guardo con orrore. Sognavo il paninazzo come un possibile meraviglioso sgarro (in autogrill ci sono solo quelli, mica posso non mangiare), ma la sua proposta viene accettata da tutti con entusiasmo. La guardo, provo a incenerirla ma i miei superpoteri con il freddo devono essersi congelati.

Chiediamo alla simpatica padrona di casa (una settantenne con più baffi che capelli) dove possiamo andare, sulla via che porta all’autostrada,  a mangiare. La tizia consiglia un posto (De Filippi a Gassino) che dista qualche chilometro.

Non ci fossimo mai andati. Questo posto è il regno del grasso, del fritto, del buono e dell’ingordo (non necessariamente in questo ordine). Insomma, mi siedo piena di buoni propositi ma il cameriere che due tavole più in là prepara lo zabaione sul fuoco e ci butta dentro manciate di amaretti non promette nulla di buono.

Quando arriva il cameriere (un altro) e, inizia a elencare una serie di prelibatezze, sto per svenire. Penso insistentemente alla mia dieta. “Sono a dieta sono a dieta sono a dieta” mi dico e, quando chiede a me che cosa voglio, se l’antipasto della casa, un primo a scelta o il fritto misto piemontese (dentro cui tutto – costolette d’agnello, crema, nutella e qualsiasi altra cosa una mente deformata possa pensare di friggere – è dorato e buono). “Un’insalata” dico. Il cameriere sgrana gli occhi. “Come Signorina, non vuole altro?” chiede. “Un’insalata, grazie” ripeto e lui resta immobile. Sembra offeso.

Non pensavo che i piemontesi fossero così suscettibili, ma di sicuro non ho intenzione di cedere. “Allora le porto un’insalata e un assaggino offerto dalla casa” dice e fa per andarsene.

Non so cosa mi è preso in quel momento, ma è stato come un corto circuito. Non potevo mandare a quel paese la dieta il terzo (secondo?) giorno. E allora ho fatto qualcosa che il bon ton vieta in tutti i casi, in tutti i giorni, in tutti i perché. “No” ho urlato e dico tutta la sala (e giuro che è vero) si è voltata verso di me. Sono diventata paonazza, mentre gli altri hanno preso a ridere. Un’imbarazzo del genere non mi capitava dai tempi delle medie, quando la professoressa di matematica non mi aveva beccato a copiare da un foglietto a forma di pergamena.

2 pensieri su “Dieta Bis

  1. Quanti problemi.. A me capita di correre da quelle parti in collina, il faro, Superga…
    Io avrei sbranato tutto, anche il tavolo, avrei pure rosicchiato le gambe. Corri no? Il corpo umano è fatto per muoversi e per mangiare.
    Buon pomeriggio Slap

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...