Saldi (e ombrelli)

Sono iniziati in tutta Italia. E oramai sono ovunque: nel negozio di scarpe dietro l’angolo e nel grande magazzino vicino Piazza del Popolo, al centro commerciale e da Mas (a Piazza Vittorio, con un euro adesso ci compri un paio di ciabattine e un asciugamano rosa).

E così, stamattina mi sono svegliata e, avvolta in più (e più) sciarpe, ho messo piede fuori casa, sono andata al bar per rovinare la dieta (dovrebbero mettere fuori legge cappuccino e cornetto per le over 25), ho attraversato il Tevere e mi sono buttata in quella mischia che è l’acquisto con il 20, il 30, il 40 e (addirittura!) 50% di sconto.

Le persone erano fuori di testa: brulicavano da una cassa a un camerino con in mano due, tre, cinque capi. Strilla (“Aho, guarda che belle!”), ammissioni sconsolate (“Mazza che sconto der c****”), litigi con le commesse (“Signorina, signorina ma io sto aspettando da mezz’ora!” dice una, “Signorina mi aiuti, ma questa taglia? ma un altro colore?” chiede, contemporaneamente, un’altra, “Ma dove lo provo questo maglioncino?” esige una terza), e alla cassa (“Ma questo costava dieci euro mica trenta. Aho, controlli bene!”). Insomma: l’inferno se l’avesse immaginato un’appassionata di vestiti low cost o una shopaholic in perenne bolletta (chi non lo è di questi tempi?).

Nel marasma di gomitate, offese, unghie oblunghe che frugano in cestoni alla ricerca di maglioncini neri dallo scollo a V, capelli cotonati e pance rigonfie che si comprimono in jeans una (due? tre?) taglie in meno, abbigliamento televisivo e discorsi velinistici, ho elaborato una sorta di decalogo dello shopping. Le buone maniere non dovrebbero mai andare in vacanza. Né essere a saldo (che gioco di parole infelice).
1. Mantenere la calma. Qualsiasi cosa succeda (sia successa, stia per succedere).
2. Evitare di portare in camerino dieci capi (anche perché in molti negozi il massimo è 5). E’ egoistico e ci porta a rallentare la fila (oltre che a farci sembrare delle disperate).
3. Evitare di spintonare, aggredire e litigare per un paio di scarpe (anche se sono delle Mary Jane 38 al 60% di sconto) o un foulard. Il mondo è pieno di mar jane e di foulard a saldo, smarrire il bon ton non ha prezzo.
4. Se piove non rubate l’ombrello degli altri perché il vostro si è rotto, rovinato, non vi piace più. Se lo facessero a voi (a me l’hanno fatto e, lo ammetto, ho perso le staffe)?
5. Ogni lasciato è perso (dettato dall’esperienza e non dal galateo): non pensare di poter tornare, dopo due o tre giorni, a reclamare quel vestitino tanto carino di seta. Neppure la commessa (o il direttore del negozio, o il direttore generale dell’intera catena) vi possono aiutare: l’avete lasciato e, o è stato smarrito (improbabile), o venduto (sicuramente).
BONUS: Non spendete più di quanto possiate permettervi (l’ideale è identificare una cifra massima prima di partire all’attacco): i sensi di colpa non vi faranno godere altrimenti gli acquisti.

In ogni caso, dopo questa mattina di “spese folli”, ho due emblematici episodi da raccontarvi.

Il primo ha come teatro il negozio di Emilio Pucci. Sono entrata, ho preso in mano una borsa, l’ho guardata, ho guardato il prezzo, ho guardato lo sconto, potevo permettermela (senza fare un mutuo). Una commessa si è avvicinata e ha iniziato la sua opera vigliacca e viscida: quella di far sentire il cliente inadeguato (vi capita mai?) restando comunque cortese e gentile. Ecco, secondo me questa è l’abnegazione delle buone maniere. Perché una commessa (metto da parte lo snobismo e qualsiasi cosa del genere) si deve permettere d’essere aggressiva (perché d’aggressività mascherata d’educazione si tratta!) con un cliente? Il risultato, allo sguardo gentile e fasullo della ragazza di turno, è stato “Non mi interessa”, sorrisino di circostanza e fuga. La borsa è rimasta lì, non la comprerò e non so neppure se rimetterò piano nel negozio in questione. Detesto i posti maleducati. E anche se alcune griffe sembrano fare a gara per accaparrarsi le commesse più carine e maleducate, algide, a me non interessa frequentare luoghi così. L’educazione (come ho notato leggendo “Le buone maniere”) è entrata negli affari come merce di scambio da molti anni (il cliente è circondato dalle gentilezze, il cliente si sente a suo agio e spende meglio: l’acquisto si dimostra un’esperienza positiva che viene ripetuta più di frequente e con maggiore piacere), ma diverse case di moda non sembrano essersene accorte..

Due ore dopo sono da Zara. Scenario apocalittico, meno raffinato ma più divertente (e allucinante). In mano ho un vestito semplice nero e un paio di jeans. Sconto del 30%. Stress oltre il limite: ovunque corpi e capelli, e mani che toccano, tastano, confrontano, si agitano. Arriva il mio turno per entrare dentro il camerino, non mi sembra vero, quasi non respiro più. Sto per entrare quando una bambina (una bambina!!!) schizza dentro il mio camerino, la madre prova a rimbrottarla non troppo convinta (“Amore, non è ancora il nostro turno” dice), la piccola non esce, la madre mi guarda in modo più annoiato che imbarazzato (il suo sopracciglio alzato dice: famme’ passà, nun fa la str****). Spalanco le braccia, dietro di me c’è tutto un vociare. “Vada vada” dico. E non aggiungo che cosa ho pensato (ma solo pensato) qualche secondo dopo per completare la frase..

2 pensieri su “Saldi (e ombrelli)

  1. Anch’io odio le commesse appiccicose che ti fanno sentire inadeguata, oppure quelle che reclamizzano il prodotto neanche fosse una ferrari ultimo modello. No, no, no, alzo anch’io i tacchi e mollo tutto lì!
    Per evitare il bailame di questi giorni e approfittare dei saldi faccio così: indosso il pigiama più caldo che ho, due ciabatte puffose, sorseggio una tazza di cioccolata fumante e accendo il pc. I miei acquisti li faccio online. Certo, il rischio è di sperperare un capitale facendosi prendere la mano, ma vuoi mettere: nessuna bambina rompicoglioni mi ruberà il posto in poltrona🙂

    Un abbraccio, Sara!!

  2. Sai che è davvero splendido comprare online (anche se un po’ mi sento in colpa perché “tagli le gambe” ai negozi sotto casa.. anche quando hanno commesse insopportabili)? Ho trovato dei siti davvero carini dove comprare e in questo momento di saldi è davvero il top! Unico neo: l’incertezza delle taglie. Comprare la S (nella speranza che la dieta funzioni) o acquistare una M (con la certezza di non dimagrire)?

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