Appuntamenti e Ritardi

Oggi pomeriggio ero a Grosseto da un’amica. Sono partita da Roma all’alba (fra maledizioni e freddo), ho affrontato la classica epopea del viaggiatore di intercity, sono arrivata all’appuntamento in tempo per comprare un vassoio di pasticcini (15 euro per tre etti di mignon!!!) e rifarmi il trucco. 

E’ stato un bel pomeriggio. Non vedevo Simonetta da mesi. Abbiamo parlato di lavoro e di uomini, del freddo, della situazione politica (?) e del campionato di calcio (!?!). Sarei dovuta rimanere con lei fino alle 18.30 perché poi avevo programmato un caffè con mia cugina, che da qualche settimana si è trasferita a Grosseto per seguire la sua ennesima fiamma (e qui mi fermo, per fortuna lei non sa ancora del blog..!). Però il tempo passa, Simonetta continua a parlare e, lo ammetto, non ho voglia di andarmene. Sto troppo bene.
Poi guardo l’orologio. Non me ne ero neppure accorta: sono le 17.40 e so bene che non sarò mai fuori in tempo per il caffè. Prendo il cellulare e mando un messaggio a mia cugina per posticipare l’incontro alle 19.30, alle 18 le scrivo dicendo di posticiparlo ancora alle 20. Simonetta mi sta raccontando una cosa molto delicata e non posso mollarla lì, così, e andare via.

Sono in imbarazzo. Sto per fare una cafonata. Una volta arrivata (o per telefono, ieri sera) avrei dovuto raccontare a Simonetta che avevo preso un appuntamento dopo il nostro (non vado spesso a Grosseto, mi sembrava un’ottima occasione combinare i due incontri ma, in fondo, sapevo senza bisogno di consultare il Galateo che è una grandissima cafonata mettere in fila, e in spazi ristretti, degli incontri di piacere: non bisognerebbe mai guardare l’orologio davanti una cara amica). Non avendolo fatto, però, mi ero messa da sola in un vicolo cieco.
Si fanno le 20. I minuti passano, mia cugina continua a chiamarmi (il cellulare vibra nella borsa – avevo avuto il buon gusto di togliere la suoneria, ma il mio lato cafone mi aveva impedito di eliminare anche la vibrazione). Alla fine prendo il telefonino in mano e le mando un messaggio “Scusa ma non ce la faccio. Sono bloccata”. Lei invia, in sequenza, un’infinita serie di messaggi minatori. “Che vuol dire?”. “Non vieni?”. “Almeno rispondimi!”. Prova a chiamarmi ancora, e ancora. Ma non potevo (non potevo!) rispondere.

Ero in quella zona di confine fra l’essere una maleducatina e una maleducatona. Insomma, se rispondevo interrompendo Simonetta e la sua confessione sarei risultata una cafona (anche perché, non potendomi allontanare, lei avrebbe capito quello che avevo fatto: avevo preso un appuntamento dopo di lei), se continuavo a non rispondere le cose sarebbero ancora di più precipitate.

Ci ho pensato a lungo, e alla fine ho scelto di non rispondere. Ho mandato altri due sms di spiegazione a mia cugina (cui lei ha risposto in modo a dir poco arrabbiato), ho continuato ad ascoltare Simonetta fino a quando non era tardi, ho preso un taxi, e il primo treno per tornare a casa, che poi era anche l’ultimo utile per arrivare prima delle 22. Sul treno, ho guardato a lungo lo schermo del cellulare. Avrei potuto chiamare mia cugina (avrei dovuto, e non solo secondo il galateo!), ma ero stanca, il suo ultimo messaggio era stato davvero un’umiliazione (“Non puoi fare così. Io ho rinunciato a un aperitivo con un altra persona per vedere te. E mi hai dato buca all’ultimo minuto”), e non avevo voglia di discutere.

Volevo solo tornare a casa e pensare al bel pomeriggio trascorso. Un pomeriggio con the e pasticcini da 5 euro l’etto (parlare di soldi è maleducatissimo), confessioni e belle idee. Un pomeriggio di divertimento a discapito di una persona a cui voglio bene, che mi ha aspettato perché sono stata maleducata. Maleducatissima. Uno schifo di persona.

2 pensieri su “Appuntamenti e Ritardi

  1. uuuuuuff sai quante volte mi capita… io però sono contorta, forse avrei detto a Simonetta che dovevo andare in bagno (senza scendere nei particolari che è maleducazione), e poi in bagno, di nascosto come una ladra, avrei chiamato mia cugina😀

  2. Sai che a questo non ci avevo ASSOLUTAMENTE pensato? Che stupida! Se avessi fatto così, sicuramente mi sarei risolta un sacco di problemi ma.. se Simonetta mi beccava mentre stavo al cellulare?

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