Regole per sopravvivere al supermercato (nell’ora di punta)

C’è una vecchia regola che dice che, per non farsi vedere, occorre farsi vedere il più possibile. In realtà non è esattamente così (la regola vuole che per nascondere qualcosa si debba mettere in bella mostra – quindi è riferita a cose, non a persone), ma a me piace pensarla come una sineddoche: una parte (le cose) per il tutto (l’uomo).

Per farla breve… oggi ho deciso di affrontare il supermercato nell’unico orario in cui so che lui non ci sarà: l’ora di pranzo. Come potrete immaginare è stato qualcosa di suicida e allo stesso tempo molto educativo. Billa, infatti, era piena di tutto quello che potete immaginare (nei vostri peggiori incubi): barboni a corto di birra, commercialisti e impiegati in cerca di vaschette di sushi per un pranzo ipocalorico, adolescenti a rota di patatine al formaggio, vecchiette che frugano nei banconi frigo alla ricerca di monoporzioni di lasagne, uomini single che frugano nei banconi surgelati alla ricerca di 4 salti in padella, mamme con pargoli a seguito, neosingle che s’aggirano nel reparto biscotti (e in quello cioccolata, merendine, ecc.). Senza che ve lo dica, avete bene in mente a quale categoria appartengo io.

Dopo aver preso tutto quello che di ipocalorico mi si presentava a tiro, alla cassa ho capito che per fare la spesa…
1. è fondamentale una lista (anche se è poco chic aiuta a risparmiare tempo e a intralciare meno gli altri clienti).
2. non bisogna essere depressi (nonostante quello che vi sia capitato) o sciatti, non c’è motivo per presentarsi al supermarket in pigiama stile diva decaduta di Hollywood o aspirante mendicante (tanto lo sconto non ve lo fanno).
3. non bisogna essere aggressivi (e sbranare la vecchietta che vi chiede di passare avanti. Neppure se è la terza che vi supplica perché ha un pezzo solo).
4. non travolgere chiunque vi stia accanto con il carrello e non abbandonarlo in piena corsia.
5. se al banco alimentari c’è il biglietto e la persona che è avanti a voi non l’ha preso, diteglielo; e comunque fatelo passare avanti (non fate gli gnorri come alle poste).
6. non abbandonate in giro cibi freschi se avete cambiato idea: si rovinano fuori dal banco frigo. Quindi… rimetteteli al loro posto! (chi comprerebbe mai una crescenza andata a male?)
7. trattate gentilmente le persone che lavorano al supermarket, non sono mica fantasmi!
8. quando imbustate cercate di essere svelti, e fate in modo di non intralciare gli altri clienti.
9. quando uscite ricordate che avreste diritto di passare per primi (aspetta, come sempre, chi sta entrando)
10. a casa, almeno provateci a fare la raccolta differenziata perché il bon ton non è solo quello che si vede, ma soprattutto quello che si è!

E con questa perla di saggezza e di petulanza, vado a mangiarmi la mia meritata confezione di ritter sport bianco con nocciole e riso soffiato…

14 pensieri su “Regole per sopravvivere al supermercato (nell’ora di punta)

  1. Io la lista la faccio anche se poi la dimentico a casa …😦

    Il ritter sport bianco con nocciole e riso soffiato è il massimo! Che poi, anche se non ti è passato nemmeno per l’anticamera del cervello di comprarlo, te lo trovi là davanti, mentre fai la fila alla cassa. E come fai a resistere? Non c’è dieta che tenga …

    1. Il ritter andrebbe bandito. Sono d’accordo. Come tutte quelle tentazioni che vengono messe accanto alla cassa e che durante la fila tentano, tentano, e poi finiscono nel carrello..

  2. Caspita non l avevo visto questo.. Cucino e poi, alè.. Quì sono molto più pratico…. La lista.. Mi dimentico qualunque cosa ma.. Una scatola con 24 lattine di birra, è la prima cosa che metto nel carrello.. Come un camion che si ferma a fare gasolio.

    1. Io sono astemia, sai? E’ un grandissimo “difetto”, lo so, ma non riesco proprio a bere neppure un goccio di birra.. Però ho intenzione di fare una full immersion per un post che ho in mente: “Il galateo da ubriachi”… accetto consigli!

      1. Ma va, che difetto. Si beve quello che piace. Se fai il galateo un post sul galateo degli sbronzi.. Aspetto volentieri..;-)
        Ciao!

      2. Ti disturbo ancora.. Da mezzo ubriacone un minimo “galante” posso dirti che la prima regola e di non diventare molesto e petulante.. Son quelli più odiosi. Mantenere un minimo di stile, tipo il personaggio del libro “Il santo bevitore” che è un ubriacone di grande stile.

  3. Allora
    1 Si, son d accordo, specie per chi abita in montagna e scende per fare le compere..Fre una lista del necessario.
    2 Va beh, è un supermercato, non è la Scala di Milano, comunque sono d accordo. Cani della steppa si ma fino a un certo punto
    3 D accordissimo, neanche fosse la centesima, solidarietà e rispetto. Sempre.
    4 Concordo al 110%
    5 Come il punto 3
    6 D accordissimo, aggiungerei, rimettere a posto qualunque cosa.
    7 Pienamente d accordo, sono lavoratori molto vessati e sfruttati. Massima gentilezza, almeno da parte dei clienti..
    8 Si, nei limiti del possibile.
    9 Va bene, ma non mi pongo il problema. Vedi punto 4
    10 D accordissimo, se ti candidi ti voterò. Raccolta differenziata sempre. Pulire le bottiglie di sugo o i vasi della marmellata.. Non buttare vetro unto o sporco.. Una sciacquata d acqua calda e voila.

    Ciao!

      1. No però se uno vuol fare veramente le cose per bene andrebbero puliti. Nel comune dove abito hanno distribuito un elenco.. Di cose che si dovrebbero fare riguardo la differenziata, e hanno chiesto di pulire la roba di vetro.. C era una vecchia alla posta tempo fa che discuteva con un tipo del comune..:”A io non pulisco niente..”. E io gli avrei detto..Paga stangate e non ti lamentare. Il famoso galateo.. Anche le bottiglie ti plastica con l aranciata, insomma qualunque cosa dare una mezza pulita. Scusate la lunghezza..

  4. @ Dan

    Se la raccolta differenziata servisse per pagare meno, sarei d’accordo. Io la faccio da almeno quindici anni (vetro, plastica e carta; ora c’è anche l’umido ecc.)ma la stangata mi arriva comunque e ogni anno la tassa aumenta. Mio marito dice: con quel che pago, devo pure sprecare l’acqua per pulire il vetro?

    Non riesco a dargli torto.

  5. Beh, pazienza. Il mondo non l ho fatto io, questo blog di Slapkate è molto bello, dovrebberlo seguirlo più persone.
    Per pulire un barattolo di marmellata non è che ci vada una cisterna d acqua. Per i costi sulla gestione dei rifiuti.. Leggi la storia del buon Raphael Rossi di Torino.
    Ciao Marisa.

    1. Grazie per il consiglio. Leggerò.

      Sono d’accordo: il blog di Slapkate è bello e interessante. Il numero di lettori, poi, non è così importante.

      Ciao!🙂

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