Il galateo a lavoro

Sopravvivere con le buone maniere al lavoro è un’impresa degna di Madre Teresa di Calcutta. E’ qualcosa che neppure Hulk riuscirebbe a sopportare sulle sue grandi e verdi spalle. Perché se bisogna essere ugualmente gentili e corretti con superiori e sottoposti, non tutti (soprattutto i superiori) se ne rendono conto. In tanti assumono il comportamento “da tartaruga” (o da biscia): aggressivi con gli inferiori, melensi con i superiori.

Tempo fa avevo un capo davvero disgustoso: con le ragazze era tanto gentile da scadere nel viscido. Ricordo che una volta, semplicemente perché mi ero resa conto che una campagna pubblicitaria era identica a quella della diretta concorrenza, mi aveva abbracciato. Ricordo ancora il mio imbarazzo quando lui, bassetto e bruttino, mi aveva afferrato fra le sue grinfie e mi aveva stritolato. Brivido galantemente non definibile, ma legalmente sì.

In ogni caso, se siete in un ufficio sappiate comunque che prevale sempre il diritto di chi vuole:
– tenere chiusa la finestra
– tenere la luce accesa
– tenere l’aria condizionata accesa (chi ha freddo di copre, chi ha caldo non può mica stare in cannottiera!)
– tenere il riscaldamento acceso (chi ha caldo si scopre, chi ha freddo mica può addobbarsi come un inuit!)

Tutto il resto (evitare di rubare le idee altrui, evitare di essere aggressivi, ecc.) lo affronteremo poi.
Adesso ho troppo sonno per aggiungere una sola riga (che educazione!).

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