Le nuove buone maniere

In questi mesi di educazione forzata ho capito diverse cose. Prima fra tutti che è particolarmente difficile provare ad essere educati in un mondo in cui tutti, dal primo all’ultimo, non vogliono sentire pronunciare la parola galateo. Perché?
Mi sono data varie risposte. Perché l’educazione costa di impegno, dedizione, e pazienza. E’ mettere prima di se stessi gli altri (alzarsi quando sale una persona anziana sull’autobus, quando sarebbe molto più comodo voltare lo sguardo), sacrificare quello che si ritiene importante o divertente (spettegolare, ad esempio), non prendere la strada più semplice (es. parcheggiare in doppia fila per andare un attimo, un attimo soltanto, al panificio) e non alzare la voce (es. con i lentissimi impiegati delle poste).

E’ una scelta faticosa, ma più passa il tempo più mi pare che dia dei buoni frutti. Oggi, per esempio, ho ceduto il posto in tram senza neanche accorgermene a una ragazza incinta che mi ha ringraziato così tanto da farmi quasi commuovere. “Sei la prima che lo fa, e io sono all’ottavo mese” ha detto e io ho sorriso. A volte non voltare lo sguardo fa bene alla giornata (anche se è uggiosa e fredda come oggi)…

3 pensieri su “Le nuove buone maniere

  1. Tu dici che essere educati comporta impegno, dedizione e pazienza. Eppure il gesto fatto da te è stato talmente spontaneo da non richiedere alcuno sforzo.
    Diciamo, allora, che essere educati costa tanta fatica solo a chi non lo è.

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