Appuntamenti al buio (parte 1)

Credete che possa esistere un galateo per gli appuntamenti al buio? Sinceramente non lo so, ma posso dirvi che la mia fresca esperienza da single mi sta portando a elaborare una specie di vademecum su quello che è bene dire, che è meglio evitare e che è assolutamente vietato anche solo pensare.

In queste settimane ho avuto la fortuna (o meglio, la sfortuna nera e tragica) di essere coinvolta in diversi incontri (più o meno) casuali con uomini (più o meno) incasinati, innamorati delle ex mogli, in lotta per avere il proprio figlio o semplicemente per non perdere l’amatissima televisione dagli infiniti pollici.

L’ultimo di questi è avvenuto ieri sera.
Casa di amici. Cena da dimenticare (tutto troppo unto e troppo aglioso, una tragedia per la mia digestione – anche se i complimenti sono stati fatti, la bottiglia di vino bianco è stata portata e tutto il pasto è stato consumato con un sorrisino entusiasta). Lui è Matteo, 42 anni, dirigente di banca, occhi azzurri e capelli castani. Alto, carino. Io sono io, non c’è altro da dire.

Ci presentiamo, iniziamo a parlare (gli amici pasticcioni con la scusa – neanche troppo scusa – che non sanno cucinare se ne vanno in cucina e ci restano per quasi venti minuti). Lui attacca subito a raccontarmi dell’ex moglie, 26 anni, modella per capelli (?) e laureanda in storia dell’arte. Hanno due figli gemelli, la moglie se ne è andata in Germania, a Berlino, e lui si prende cura dei figli. Non ha un momento libero.
Penso che sia un incubo, ma lui parla solo ed esclusivamente della “mia signora” (cito), dei bambini, del fatto che la casa è sua e la sta arredando su misura dei piccolini che faranno due anni il mese prossimo.
E io, mentre lui parla, non so come comportarmi: fargli notare che questo, per quando ci illudiamo che non lo sia, è proprio un appuntamento al buio? Evidenziare che non si chiede agli amici di conoscere delle ragazze se si pensa sempre alla propria (ex)moglie? Annuire pacificamente e interessarmi a lui?

Ho scelto evidentemente l’ultima. Gli ho fatto delle domande gentili, sono stata a sentire mentre si sfogava, (l’ho maledetto mentalmente – mica è essere scortesi voler strozzare solo con il pensiero una persona!), ho cercato di trovare qualcosa di positivo e.. non ci sono riuscita. Perché era tutto troppo triste per riuscire a essere ottimisti.

Quando sono tornata a casa, stanca e fradicia, ho acceso la televisione. Non c’era niente di decente, ma almeno non ho pensato al mio ennesimo appuntamento andato male e a come sarebbe molto più semplice se ci fossero delle regole…

2 pensieri su “Appuntamenti al buio (parte 1)

  1. Possibile che alcuni uomini non abbiano ancora imparato a non parlare delle loro ex fiamme o conquiste – per quanto memorabili possano essere – negli appuntamenti con delle donne?
    O non aveva capito che l’atmosfera che si era creata era quella di un appuntamento, oppure era un incapace cronico.

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