Una giornata di sole, e di ricerche

Il sole mette di buon umore. Stamattina sono uscita presto e ho iniziato la mia giornata all’insegna del galateo. Una giornata pigra, perché ultimamente non ho le forze per concentrarmi più di un tot (la colpa sarà delle letture della Brin? del cambiamento continuo del tempo? dell’arrivo della primavera?). Intanto, le ricerche sul Galateo di Contessa Clara continuano e spero per la fine della settimana di avere una mia teoria da esprimere in modo comprensibile (soprattutto a me stessa).

Eppure, il sole non basta per risolvere qualsiasi cosa. A pranzo, dopo una mattinata passata in archivio, ho acceso la televisione e ho saputo del terremoto in Giappone. E’ stato qualcosa di devastante e tragico. Un sentimento credo comune a chiunque abbia oggi acceso la televisione o navigato su internet. Osservando le strade inclinarsi, i soffitti crollare, il mare farsi circolare e le onde diventare forza che tutto distrugge e che niente preserva, mi sono domandata a più riprese, mentre l’orrore lasciava spazio allo sconcerto e alla paura, alla tenerezza, alla pietà per tutte le vittime di questo catastrofico evento naturale, quale sia il confine fra il buon giornalismo e la speculazione televisiva.
E’ una cosa che mi tocca in prima persona in quanto giornalista e che forse non riguarda in modo troppo diretto questa vicenda – perché l’orrore è troppo grosso, lo sconcerto è troppo tangibile.
Non credo sia corretto parlare di buone maniere e di galateo, ma forse di rispetto e di amore per il prossimo. Forse di educazione.
Se è giusto documentare quello che sta succedendo, quando l’indagine diventa morbosa e ossessiva (come nel caso di Sarah e di Yara – con cui abbiamo ormai così tanta dimestichezza, neanche fossero nostre amiche o conoscenti, da chiamarle solo con il nome di battesimo) è il trionfo della maleducazione, dell’irriverenza, dell’ossessiva ricerca di share e di attenzione, a dispetto del buon giornalismo e del rispetto. A dispetto di tutte quelle qualità che fanno umana e degna la persona.

E’ una questione di confini, ma ha senso parlare di confini in un mondo in cui non sembrano esserci? Dove la regola si fa l’inutile per eccellenza?

Adesso la smetto con questa blanda retorica e preparo la valigia. Per una pezzo di viaggio che sto preparando vado due giorni (un giorno e mezzo, in verità) a Macerata..

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