La Gelosia nel Galateo

Salgo sul tram. E’ l’ora di pranzo, c’è confusione. Chi mangia un panino, chi parla al cellulare, chi litiga. Sì, si litiga anche sul tram dell’una e dieci. Nella fattispecie, a litigare sono due ragazzi di venti, forse venticinque anni. “Chi era quello?” chiede lui, insistente, alzando gradualmente la voce. Lei si sposta, fa spallucce, è paonazza. “Chi era?” domanda ancora lui, con un cappotto verde al ginocchio e un pacco di libri sotto al braccio. “Non era nessuno” dopo mille insistenze conclude lei, guardandolo fisso negli occhi, con le guance che si fanno livide. Tutto il tram, me compresa, ha assistito alla scena. Pur volendo, non si poteva fare a meno di ascoltare.

Quando sono scesa alla fermata di casa (e i due continuavano a litigare, ripetendo le stesse domande come se facessero parte di un copione un po’ troppo ripetitivo e ossessivo), ho pensato insistentemente alla gelosia. A chi non è mai capitato di assistere a una scenata di gelosia? A chi non è mai capitato d’avere un fidanzato un po’ troppo geloso o… di essere a sua volta gelosi?

Il galateo classico (ovviamente) non prende neppure in considerazione un comportamento che è considerato l’abnegazione delle buone maniere (non si dovrebbe mai essere ossessivi e troppo precisi nelle domande, non bisognerebbe mai violare la privacy altrui né mostrarsi arroganti), eppure la gelosia è un sentimento più che un comportamento e come tale ho deciso di considerarla adesso.

Se un tempo “né il teatro, né la letteratura, né la musica contemporanei ammettono la gelosia classica, Otello-Desdemona, Foscarina-Stelio Effrena, Santuzza-Turiddu” (come racconta Irene Brin nel suo Galateo), ora la gelosia violenta, arrogante, prepotente è all’ordine del giorno declinata in vari modi e in varie forme artistiche… Chi non ha visto gli ultimi film di Allen? Chi non ha visto un capitolo (qualsiasi) della mia vita?

Tre Pillole di Galateo. La gelosia.
1. Mai essere gelosi. E, se non riuscite a non esserlo, imponetevi dei limiti: non c’è niente di più patetico (e di più facili) che perdere la dignità con la gelosia.
2. Controllarsi è un sacrificio, ne siamo tutti coscienti. Ma a volte è l’unica cosa possibile. Se non vi è possibile, cercate di “camuffare” gli atteggiamenti estremi e limitatevi a dissimulare (es. mostrarsi gentili e disponibili, pronti ad aiutare l’altro – il telefono squilla? non preoccuparti, te lo prendo io; ecc.).
3. Limitare (se proprio non potete farne a meno) le scenate alle mura domestiche (i luoghi pubblici sono vietatissimi – vedi i due ragazzi in tram). Possibilmente limitare anche gli strilli, i piatti rotti, i vestiti lanciati dalle finestre e qualsivoglia atteggiamento perseguibile per legge.

Se la gelosia ha solide basi (il tradimento) è fondamentale guardare “il galateo nel tradimento”, provato sulla mia pelle e sempre ben utile negli ultimi tempi..

2 pensieri su “La Gelosia nel Galateo

  1. Secondo me è anche giusto essere un pò gelosi, ma non bisogna certo esagerare.
    Magari sapere con chi esce e dove il va il proprio ragazzo non è poi così malvagio, pedinarlo (o farlo pedinare – ancora peggio) e fargli foto di nascosto…bè direi che è un pò fuori dai limiti!😉

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