Il compleanno – parte 1

Una mia amica mi invita alla festa del compleanno del figlio, che ha sei anni ed è il bambino (l’uomo?) più furbo e curioso che io conosca. Accetto. Vado al giocattolaio sotto casa, compro un sistema di fotocellule (o così, almeno, dice la ragazza sorridente dietro il bancone), me lo faccio incartare, vado alla festa.

L’età media è 12 anni (perché i genitori – compresa la sottoscritta – alzano drammaticamente l’età media). I bambini si rincorrono, si tirano dei coriandoli ricordo di carnevale, si fanno gli scherzetti, si accaniscono su una bambina cicciottella canticchiando “grassa! grassa!” (ora che ci penso, non è poi un’offesa così bonaria), prendono dai vassoi con le mani – le stesse che hanno appena affondato nel naso o contro la suola della scarpa per controllare che tutto fosse apposto – le pizzette, i panini al formaggio e prosciutto, le patatine e i popcorn, bevono la coca-cola e poi fanno a gara a chi fa il rutto più rumoroso o odoroso. Insomma, fanno i bambini (un po’ incivili).

Le madri, in fondo alla sala, si compiacciono dei figli (tranne i genitori della bambina cicciottella, che visibilmente imbarazzati fanno finta di non guardare quello che sta succedendo, ma a più riprese sono lì lì per intervenire) e discutono delle scuole cui gli iscriveranno o cui sono già iscritti (arrivando a discutere perfino delle università!).
I bambini continuano la loro opera di inciviltà ignorante e incolpevole, sembra che nessuno abbia mai detto loro che non si deve spingere per affondare per primi la mano nella coppa degli smarties, che non si può mangiare solo la decorazione della torta e rifilare il dolce che resta alla mamma, che è maleducazione strillare, tirare i capelli, e scartare i regali al posto del festeggiato.
In verità, sembra che non sappiano cosa sia la maleducazione.

Ecco, forse se il galateo venisse insegnato ai bambini sarebbe più semplice trovare persone che non ti mandano a quel paese quando pretendi un po’ d’attenzione giustificata o quando chiedi, per cortesia, d’abbassare la voce… O forse no? Forse quei genitori tanto preoccupati per l’istruzione dei loro figli, in realtà, trascorrono ore e ore a documentarsi tanto sulle università che a impartire l’educazione (mal recepita) ai loro pargoli?

2 pensieri su “Il compleanno – parte 1

  1. non le ho mai tollerate queste cosiddette “feste”: manifestazioni di maleducazione infantile avallate in toto dai genitori… che se provi a dire qualcosa ti rispondono: cosa vuoi che sia, sono bambini… lasciali divertire… le feste non vanno solo indette, vanno organizzate: quindi giochi ed attività da far fare ai bambini durante quelle 3-4 ore cercando di farli divertire ma senza eccessi! perchè le buone maniere si imparano da piccoli…:-)

  2. @LadyPaola

    D’accordo che bisogna organizzare giochi ed attività, ma – e parla una che ha fatto l’animatrice ad una festa del genere – i bambini non si metteranno mai a fare ciò che tu proponi o a sottostare alle regole di un gioco. Vogliono fare solo quello che gli pare e non hanno il minimo rispetto per te che ti stai arrovellando il cervello nel tentativo di trovare qualche diversivo con il quale intrattenerli.
    Ecco perchè non li sopporto.😉
    Mi è anche capitato di vedere una cosa che mi ha lasciato allibita: i ragazzini prendevano un tramezzino, gli davano un morso e poi lo rimettevano nel vassoio. Cosa?!?! Ma nemmeno questi comportamenti elementari hanno assimilato? Mi viene il dubbio che gli stessi genitori si comportino così…
    Questi poi adorano ritrovarsi alle feste dei loro figli, (non ne perdono una!) per dichiarare al mondo intero i progetti dei loro pargoli da qui a cinquant’anni. “Vuole fare il calciatore! L’allenatore dice che è portato e lo farà andare avanti…Devi vedere quanto si arrabbia bene con gli avversari!” “Senti cara…ma a quale facoltà universitaria pensavi di iscrivere tuo figlio di sei anni?” “Quando tuo figlio diventerà avvocato, puoi metterci una buona parola?”
    Odiosi… -_-

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