Il compleanno – parte 2

Non ho figli, quindi sono l’ultima persona adatta a dare consigli in fatto di “galateo per bambini”. Eppure, sono una zia (molto amata) e tutti i figli dei miei amici mi vogliono bene. “Facile!” direte voi, non sei quella che fa la cattiva (come capita a volte alle mamme). E qui vi sbagliate: io sono la prima (anche quando, in realtà, non mi spetterebbe) a dire ai bambini di lavarsi le mani prima di mangiare, di non alzare la voce, di non fare… Insomma, sono la “Zia Divieto”.

Insegnare il galateo ai bambini, come è semplice immaginare, non è cosa affatto semplice, eppure è un sacrificio fondamentale (che ripagherà sulla lunga distanza, ma ripagherà). Ho provato a stilare un provvisorio elenco in tre punti (quelli che mi paiono davvero fondamentali) e che aiutano a “farsi capire”.

Galateo in Pillole. L’educazione spiegata a un bambino.
1. Mai presentare l’educazione come un’imposizione (“se urli non ti compro il giocattolo” o “se urli ti riempio di ceffoni”). Bisogna spiegare al bambino che per farsi rispettare e voler bene dagli altri bisogna… assecondare anche i loro bisogni. La cosa migliore? Fargli un esempio pratico. Lui preferisce che ci rivolgiamo a lui con strilla e spintoni, o con gentilezza e baci? E perché allora lui non fa altrettanto?
2. Focalizzarci sui comportamenti che ci sembrano maleducati e che il bambino ha (es. si mette le mani nel naso, tira i capelli alla sorellina, urla, ecc.): chiedergli perché lo fa e spiegargli il perché sono sbagliati (casomai mettendoli in pratica noi stessi e facendogli notare cosa proprio non funziona).
3. Mantenere sempre la calma. Qualsiasi cosa succeda, mai perdere il controllo o mostrarsi a propria volta maleducati. Saranno anche piccoli ma già hanno imparato l’antica regola “senti da che pulpito viene la predica” (o: chi è senza peccato scagli la prima pietra – o, meglio,: se lo fai tu perché io non posso farlo?!? se lo dici tu perché io non posso dirlo?!?).

3 pensieri su “Il compleanno – parte 2

  1. anche la mia maestra ci educava con il punto n 1!! quando andavamo a farle vedere il quaderno con i compiti una mia compagna saltellava vicino, non l’ha sgridata ma le ha detto di piantarla li e si è messa a saltellare anche lei per poi chiederci “non è fastidioso??” non ha mai più saltellato!
    cambiando un attimo discorso lo scorso fine settimana sono stata a lucca e a pisa (se vuoi vedere le foto le ho appena pubblicate!) ero in coda per il campanile del duomo (pisa) la prima del turno. arriva una famiglia di turisti stranieri (greci??) e mi passano bellamente davanti facendo un baccano assurdo. non so se ti è capitato di avere a che fare con i turisti cafoni… potresti affrontare l’argomento (in vista delle vacanze pasquali!) se trovi qualche galateo a riguardo lo compro al volo!
    Buon proseguimento!
    Vale

  2. Io nutro dei dubbi sul fatto che i bambini, in fatto di educazione, siano lo specchio dei genitori. I miei due figli, maschi tutti e due, hanno ricevuto la stessa educazione e “subito” gli stessi metodi educativi ma sono diversissimi. Non dico che uno sia educatissimo e l’altro un cafone, ma hanno un comportamento decisamente diverso nei confronti degli altri. Diciamo che il minore, se qualcuno gli dà fastidio, risponde a tono mentre l’altro è un po’ più remissivo. Poi anche il primogenito ogni tanto va sopra le righe ma è più che umano perdere la pazienza …

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