Il Galateo al balletto

Ieri sera sono andata al Teatro Olimpico a vedere Cantica II di Emiliano Pellisari (molto bello, e allo stesso tempo molto freddo). Avevo preso i biglietti all’ultimo minuto, ero in penultima fila. Durante il balletto è stato tutto un movimento di teste, di colpi di tosse e di braccia spalancate a dimostrare stupore (questa, lo ammetto, si è rivelata la pratica meno fastidiosa).

Fra ballerini volanti, funi e acrobazie gli ottanta minuti dello spettacolo si sono esauriti velocemente. E’ arrivato il momento degli applausi. Dietro di me c’era un gruppetto di ragazze che ha cominciato ad agitarsi. “Per te chi è, la prima o la terza?” chiedeva una con la camicetta a righe.”Per me la terza” rispondeva un’altra, con una vistosa collana in metallo. Effettivamente, dal fondo della sala si vedeva poco. E così, quando la terza ballerina avvolta nel suo accappatoio blu è venuta avanti il gruppetto alle mie spalle ha iniziato a fischiare, gridare, battere forte le mani. C’è stato un vero e proprio boato, e le file davanti si sono tutte girate verso di me quasi io fossi la colpevole. Le acque che si aprono al passaggio di Mosè non sono niente al confronto. Ecco, in quel momento avrei preferito sprofondare. Eppure sono rimasta immobile, avvampando, e trattenendomi dal girarmi e indicare le vere schiamazzatrici che, per fortuna, hanno rivelato la loro essenza quando la sala ha cominciato a svuotarsi e loro sempre lì, immobili, a battere le mani e a fare strilli.

4 pensieri su “Il Galateo al balletto

  1. Una volta frequantavo i teatri di più (avevo l’abbonamento alla prosa e alla lirica, d’estate andavo all’operetta) ora sono troppo stanca. Comunque ricordo la cafonaggine di certe persone che, secondo me, andavano a teatro solo per potersene vantare con gli amici.

    Schiamazzi a parte (davvero fastidiosi, comunque)credo che a teatro bisognerebbe evitare di:
    1) mettersi del profumo nauseabondo
    2) presentarsi con copricapi piumati (giuro che a me è successo di avere di fronte una con tanto di piume sul cappello!), a meno che non ci si sieda in ultima fila
    3) mangiare, prima di recarsi allo spettacolo, cibo contenente una dose eccessiva di aglio e cipolla
    4) invadere con i propri gomiti entrambi i braccioli della sedia
    5) scartare in continuazione caramelle (specie durante uno spettacolo di prosa)
    6) parlare con il vicino invece di seguire lo spettacolo e, se possibile, evitare di fare apprezzamenti su un dato attore (io, in prima fila, mi sono trattenuta dall’esultare di fronte ad Alessandro Preziosi nudo!)
    7) tenere il cellulare acceso e, nel caso sventurato dovesse suonare, rispondere😦

    Per ora non mi viene in mente altro ma sono sicura che Caterina sa cosa aggiungere!🙂

  2. Diciamo che la maleducazione sembra trovare un ottimo palcoscenico (e mai metafora fu più azzeccata) in luoghi ristretti dove le persone si concentrano e devono fra loro convivere. Di teatro e cinema abbiamo parlato in altri post, ma la caramella è… geniale! Una volta avevo accanto una signora tutta ingioiellata e ben vestita che per tutto lo spettacolo non faceva che mangiare, una dietro l’altra e con una spaventosa ingordigia, caramelle gommose alla liquirizia. Rumore e profumo: una tragedia🙂

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