Una lezione di galateo (in farmacia)

Stamattina vado in farmacia (sono tornata poco fa) a fare scorte di antistaminici (non ci saranno più le mezze stagioni, ma il polline si disperde che è una meraviglia). Entro dentro e c’è una piccola fila (quattro persone) che pacificamente sostano dietro una riga gialla messa per segnare la distanza minima da tenere dal bancone per il rispetto della privacy altrui. Dietro il bancone, due ragazze servono veloci e gentili. Aspetto, e intanto guardo creme, solari e qualche ombretto.

Poi entra un turista con una maglietta a mezze maniche e un paio di occhiali da sole molto vistosi. Si guarda intorno, si avvicina alla fila, la scavalca. Un piccolo brusio si solleva, ma le signore in fila con me non hanno voglia di discutere e nemmeno io, benché il galateo imponga di far valere sempre con gentilezza i proprio dirittii, ho molta voglia di far presente allo straniero che è in torto.L’uomo, in ogni caso, sembra non rendersi conto di niente. Continua a guardarsi intorno incerto e poi amabilmente sorpassa anche la striscia gialla. S’avvicina alla cliente che sta parlando con la dottoressa e alzando il cellulare dice “Recharge. Recharge”, indicando lo schermo e sorridendo.

In fila, intanto, ci scambiano sguardi sconsolati. La farmacista, una ragazza carina con i capelli biondi e l’aria sempre allegra, abbozza un sorriso. “This is a pharmacy” prova, arrossendo. “We don’t have that” dice, ma l’uomo sembra non capire. “Recharge. Recharge” ripete, annuendo. La cliente accanto, che prova in sequenza a fulminarlo con lo sguardo e non ottiene nulla (perché l’uomo è evidentemente concentrato su tutt’altro e non la degna nemmeno di un respiro), a un certo punto sbotta. Ma lo fa in modo grazioso, avrà setant’anni e i capelli acconciati in modo gentile, con una frangetta arruffata sulla fronte e gli orecchini di turchesi lucenti. “Questo non è il suo turno” dice. “E poi, scusi, non lo vede che questa è una farmacia?” dice e noi, nella fila, immobili e divertite, annuiamo tutte. Ecco il modo di far valere le buone maniere: con gentilezza, con fermezza, e senza mai alzare la voce.

2 pensieri su “Una lezione di galateo (in farmacia)

  1. Io di solito in questi casi dico: “Ma sono trasparente?”. Qualche volta funziona, altre succede che mi squadrino dalla testa ai piedi ed escalmino: “No!”.😦

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