L’Ora del Coatto

E’ molto difficile che il pomeriggio guardi la televisione (solitamente lavoro), ma non c’è niente di più rilassante (soprattutto quando hai già impacchettato l’impianto stereo) che accendere la televisione e procedere a metter via, scatolone dopo scatolone, le cose accumulate in due anni e trascinate da una casa all’altra da sempre. Le voci degli altri mai come in questo caso fanno dimenticare quel paio di jeans che non ti entra più, quanto eri felice quando sei stata a quel concerto il cui biglietto adesso è diventato un segnalibro, quanta fatica fatta per scrivere quel pezzo che è restato in pagina per meno di un giorno…

Mettendo da parte la malinconia, poco meno di mezz’ora fa e dopo un furioso e maleducato zapping (lo ammetto, ma ero sola!), mi sistemo sul divano e con il mio cappuccino fatto in casa accendo la televisione. Su RaiUno Sposini lancia il tema del giorno: si discuterà di coatti. Non ci penso due volte e metto da parte il telecomando, voglio guardare.

Quello che mi si presenta davanti è uno show imbarazzante. In studio ci sono la Signora Floriana, ex concorrente del Grande Fratello, e un comico che ha fatto della sua romanità estrema e coatta una firma, Maurizio Battista. In collegamento da Ostia due giovani ragazze, Deborah e Romina, che l’anno scorso hanno conquistato la ribalta estiva per il tormentone “due calippi e ‘na birra”. In studio a Torino l’esperta di bon ton Barbara Ronchi della Rocca. A moderare Sposini, che si ritrova a gestire suo malgrado l’elogio del maleducato che parla male l’italiano, sbaglia i congiuntivi (come le suddette ragazze), si crogiola nella sua ignoranza. La confusione è assoluta: si parla di romanità, napoletanità, maleducazione, dialetto, cafonaggine. Tutto insieme, indistintamente, raccontando in modo qualunquista quello che avrebbe bisogno invece di un approfondimento e non la superficialità con cui Sposini spiega come “qualcuno si diverte e qualcuno inorridisce”.

Dalla parte delle buone maniere c’è solo Barbara Ronchi della Rocca che mette in mostra, nonostante il suo modo pacato e piacevole di intervenire (tranne quando risponde piccata al giornalista in collegamento da Ostia con le adolescenti colpevole di aver mostrato apprezzamento per la sincerità delle due), come sia semplice far interpretare dagli altri l’utilizzo delle buone maniere come qualcosa di “perfettino” (cito Deborah, una delle due giovani di Ostia), di noioso, di non importante. E la coattaggine si riduce tutto a un parlare un italiano con flessione, a qualche abito troppo appariscente o sgraziato. Insomma, le buone maniere e il galateo non fanno parte del dibattito che mira semplicemente a “buttare tutto in caciara”.

Non meglio fa Mara Venier nello show successivo dove si diverte, in una sorta di teatrino orrendo e decisamente coatto, a far sedere accanto a due nobili un concorrente dell’Isola dei Famosi, tale Davide, che indossa una maglietta scollata e si spoglia per far vedere un tatuaggio dalla forma di farfalla sul pettorale nero per le lampade; un ex tronista di nome Federico e un organizzatore di eventi che si presenta come “conoscitore del mondo coatto”.
Tutto si riduce, ancora una volta, a un forzato elogio di quello che non è condannabile nella sua natura folckloristica, ma che quando prende la dimensione di cattive maniere è l’epicentro di ciò che andrebbe additato (anche se è maleducazione!) come sbagliato.

E così una buona occasione viene persa e si riduce all’ennesimo volgare talk. E io me ne torno, ma questa volta con la televisione spenta, a fare i miei pacchi…

4 pensieri su “L’Ora del Coatto

  1. Come al solito quello che nasce come un dibattito ben costruito e ben articolato si trasforma in un elogio della volgarità, che arriva ad essere protagonista indiscussa di un programma che la voleva invece condannare.

    1. ..a me sorge il dubbio che in realtà questo dibattito fosse stato organizzato per “ridere” del coatto, con il suo accento romanesco, le magliette appariscenti e i congiuntivi inesistenti..

  2. Ho sentito da qualcuno che la televisione è lo specchio della realtà… io non mi riconosco affatto in questa realtà… quindi, poichè mi infastidisce vedere e sentire certe volgarità… meglio la tv spenta!

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