Il Coupon, l’evoluzione del buono sconto


I vecchi galatei non prendono nemmeno in considerazioni quelli che per molto tempo sono stati liquidati come buoni sconti. Soprattutto dopo il boom economico, venivano considerati in modo poco positivo (vuoi perché la miseria bisognava lasciarsela alle spalle, vuoi perché era indice di povertà fare la spesa con i buoni sconto).
Negli ultimi anni invece, a causa della crisi, i buoni sconto sono diventati fondamentali per arrivare alla fine del mese, per togliersi qualche sfizio o semplicemente per cercare di risparmiare qualcosa. Non mi dilungherò sullo sguardo delle cassiere né su quello dei clienti al momento di pagare, al supermercato; nemmeno sulle filosofie d’acquisto da esse derivanti che hanno partorito delle vere e proprie mode (ultima quella di un’americana che vuole provare a vivere solo con i buoni d’acquisto, e non chiedetemi come farà).

Voglio invece parlare dei coupon giornalieri che da qualche mese a questa parte stanno spopolando in rete. Sono molti i siti che li propongono (Groupon, Let’sBonus, Groupalia, Prezzo Felice, PoinX, ecc.) e le offerte quotidiane raggiungono la decina. Per chi non li conoscesse, questi coupon offrono qualcosa (qualsiasi cosa: ristoranti, parrucchieri, trattamenti di bellezza, soggiorni di vacanza, ecc.) a un prezzo più basso giocando su un doppio principio: quello dell’acquisto di gruppo (più persone comprano tutte insieme una cosa, più sarà facile avere un prezzo più conveniente) per i clienti, e del desiderio di farsi pubblicità per i venditori. Basta iscriversi alla Mailing List e ogni mattina si ricevono in posta le offerte.

Mi sono registrata l’estate scorsa dopo aver letto un articolo su Repubblica. L’idea mi sembrava carina e da allora ho comprato diverse cose: un trattamento di bellezza a San Giovanni (ancora da utilizzare), una piega a Prati (utilizzata, il parrucchiere è stato molto gentile… ma non era abbastanza bravo da convincermi ad affrontare tutta la città per tornare da lui), un ottimo ristorante indiano sempre a Prati (c’ero stata diverse volte prima, e quindi sono andata sul sicuro), una cena in una pizzeria sotto casa in cui non sono mai andata (ma scade il mese prossimo, quindi dovrò affrettarmi), uno spettacolo teatrale e altre cose del genere.
La reazione dei commercianti quando si trovano davanti un coupon è ogni volta diversa: c’è quello che si sforza di essere più gentile per convincerti a tornare, quello che ti serve controvoglia, quello che ti lancia un’occhiataccia che sottintende “ma come ti permetti a venire a fare acquisti da me con un coupon?” (mi è successo, lo giuro, presso il negozio di American Apparel di Via dei Serpenti: il commesso era tutto contento quando sono arrivata alla cassa con una sciarpa e un borsone, ma appena ha visto il coupon è andato a chiamare il suo capo, una ragazza carina e sorridente che a sua volta… appena ha visto il coupon mi ha guardato con disprezzo – scenetta davvero comica, lo ammetto).
Mi sono allora chiesta se esiste il modo perfetto per presentarsi in un negozio con un coupon, e ho provato a stilare un piccolo vademecum…

Pillole di Galateo. Come utilizzare un coupon.
1. Fare presente alla prima occasione che si ha un coupon.
2. Non sentirsi in imbarazzo quando durante una cena/dentro un negozio quando si tira fuori il coupon. Non c’è niente di cui vergognarsi, anzi: ormai è una pratica diffusissima utilizzare i gruppi d’acquisto per avere dei prezzi più vantaggiosi. Significa conoscere il sistema e utilizzarlo in modo positivo; niente altro.
3. Evitare di comportarsi in modo incivile o sminuire la cosa che stiamo facendo (es. “per fortuna che l’ho pagato due lire su groupon” – l’ho sentito a teatro, ve lo giuro!): potreste mortificare le persone intorno a voi e poi da quando il valore di una cosa è determinato solo dal suo prezzo?

4 pensieri su “Il Coupon, l’evoluzione del buono sconto

  1. questa dei coupon proprio non la conoscevo! utile però! il comportamento dei commercianti è veramente singolare: ma se hanno aderito a queste iniziative, poi perchè devono snobbarle? è un controsenso!

  2. Concordo con LadyPaola. Lo stesso capita quando, specie durante le svendite, alla cassa si presenta la carta di credito. E’ nostro diritto avere lo sconto con il coupon e pagare con la carta: perché devono fare tante storie?

    A questo punto mi chiedo: esiste un galateo per commessi e cassiere?

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