Signore e Signori d’Italia

Dopo aver letto ovunque articoli (Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera), ieri mi sono decisa a comprare Signore e Signori d’Italia. Una Storia delle buone maniere di Gabriella Turnaturi (Feltrinelli).
Ho iniziato subito a leggere e devo dire che, pur crededo di comprare un libro diverso (incentrato sì sulle buone maniere, ma anche di facile lettura) ho incontrato questo saggio un po’ complesso ma molto interessante che prende per misurare la storia e l’uomo proprio il galateo. Perché forse uno non ci pensa, ma non c’è niente di meglio per conoscere gli usi e i modi di un’epoca che attraverso quei codici che codificavano i buoni e i cattivi comportamenti. Non starò adesso a dilungarmi sul galateo fascista, né su quello degli anni Settanta, ma su una cosa che mi ha colpito molto: dagli anni Ottanta i galatei sono diventati pochi, non al passo con i tempi, quasi rarefatti. Spunta una Lina Sotis qui, una Barbara Ronchi della Rocca là. Ma non ci sono più le Contesse e le Donne di un tempo. Non c’è più né Contessa Clara, né Donna Letizia. Solo un insieme di sconfinate ambizioni catodine, maleducazione diffusa e gran mal di testa.

La domanda è: è scomparso prima il galateo o le buone maniere?

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