Il sacrificio del Galateo

Quando siamo disposti a sopportare o a rinunciare per il beneficio altrui? Sempre più spesso è questa la misura che differenzia una persona educata da una maleducata.

Un sempio strampalato…
… Stamattina parlo con una persona visibilmente scortese. Urla, gesticola, sparla male di QUALSIASI amico in comune. Tollero, provo a sdrammatizzare, cerco di cambiare discorso, ma tutte le volte la persona in questione torna sull’argomento. Vuole proprio parlare male di quella persona lì. Al terzo tentativo sbotto: “Scusami ma non voglio sentire cose negative su X” dico e allora questa avvampa, dice che lei non parla MAI male di nessuno, che non si permetterebbe mai, perché infondo è una sua amica. Dice che non mi devo permettere di farla sembrare una pettegola (?).

Ecco, in situazioni del genere qual è il confine dell’educazione? Quale quello della scortesia? Quanto siamo disposti a sacrificarci per non far sentire gli altri inadeguati e maleducati (a patto che se ne rendano conto)? E quanto siamo disposti per la tranquillità… a fingerci scortesi?

2 pensieri su “Il sacrificio del Galateo

  1. Cara Caterina,
    hai espresso chiaramente il concetto nell’osservazione tra parentesi: a patto che se ne rendano conto. Ecco, secondo me il sacrificio è inutile perché persone così poco cortesi non si rendono affato conto di esserlo.

    Ciao e buona domenica.🙂

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