Un breve episodio

Vado in banca. C’è la fila. Mi siedo su una poltroncina e prendo un libro dalla borsa. Mi metto a leggere (La bambina che raccontava i film, di Hernan… bellissimo!!!) e ogni tanto alzo lo sguardo per controllare che non arrivi il mio turno.
Aspetto dieci, quindici minuti. Alla fine il cliente che occupava lo sportello va via. Ho davanti una persona, abbasso lo sguardo, quando sento una donna appena entrata chiedere: “A chi sta?”. Lo chiede con la voce bassa, ormai prossima allo sportello.
L’uomo davanti a me scrolla le spalle. “Io non sono in fila” dice, e allora lei fa per entrare. Io scatto in piedi e esclamo: “A me!”.
Lo faccio in modo un po’ arrogante, mi infilo dentro lo sportello e faccio il mio versamento. Sono arrabbiata.
Lo ammetto, non mi sono comportata in modo molto educato ma la donna aveva visto benissimo che ero prima di lei e… voleva approfittare della mia distrazione (stavo leggendo) per passarmi avanti.

Ecco, in momenti come questo, quando la maleducata che in me viene fuori mi sento in colpa. E poi mi chiedo: che senso ha essere educati quando ovunque fanno di tutto per fregarci?

2 pensieri su “Un breve episodio

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