Il Galateo al Mare

Spunta il sole e fa caldo. E anche se è fine maggio è difficile resistere al richiamo dell’ombrellone, delle sdraio, del primo bagno, del venticello che corre sulla sabbia e del gelato da mangiare sotto il gazebo del bar, mentre i bambini giocano con le palette e l’acqua di mare o si rincorrono sul bagnasciuga…

Insomma, sta arrivando l’estate e non c’è niente di più difficile che rimanere eleganti (o quantomeno garbati) con il sudore che imperla la fronte, i vicini d’ombrellone che starnazzano i fatti loro (e diventa davvero difficile non ascoltare), gli ambulanti che provano a venderti il centesimo pareo simil batik e il corpo si scopre un po’ meno tonico dell’anno prima (e si fa strada la convinzione che lo sarà sicuramente di più dell’anno prossimo).

Non vi racconto la mia giornata ad Antignano oggi (c’era pochissima gente, gli scogli erano puliti e il mare uno spettacolo in movimento, l’acqua gelata e molto attraente), ma quello che posso sapere dopo tanti anni passati al mare in giro per l’Italia (da Fregene a Rimini, passando per Viareggio, Taranto, Forte dei Marmi, Napoli, Taormina, ecc.) perché, in fondo, tutte le spiagge si somigliano un po’. E anche tutti i coatti non hanno poi queste differenze fra di loro… O no?

Galateo da Spiaggia. LA BASE IN 3 PUNTI.
(parte 1 di una lunga serie)
1. La voce bassa. Sempre e comunque. Non sentitevi autorizzati a urlare anche se intorno a voi non c’è nessuno, se vostro figlio ha appena catturato un granchio e ve lo ha lanciato addosso, vi è entrata la sabbia negli occhi, il nip di turno ha deciso di sposarsi. Insomma, gridare (ovunque, ma al mare ancora di più) è severamente vietato.
2. Evitate un abbigliamento troppo appariscente, ridotto, volgare (anche se uno sta mezzo nudo in spiaggia non deve sentirsi autorizzato a coordinare il bikini con tacchi a spillo e abitini trasparenti stile film porno), sportivo e casual (che spesso si traduce in trasandato perché “che mi importa, tanto vado al mare”), ridicolo (es. cinquantenni con costumi di hello kitty e codine da adolescente, per dire la prima cosa che mi viene in mente). Lasciate a casa i gioielli (consentiti solo quelli a tema “marino”, a patto che non superino una unità), i tacchi (già citati) e le zeppe eccessive. Non scopritevi troppo (il topless è un discorso a parte), ma non mettetevi addosso qualsiasi cosa pur di corpire i rotolini accumulati nell’inverno: è una prassi che non porta risultati, se non quelli di apparire (ancor di più) come degli insaccati.
3. Se avete dei figli, insegnate loro a rispettare il prossimo (e ancor di più i vicini). Niente giochi a palla in prossimità dell’ombrellone altrui, niente pianti, niente strilli. E poi… è assolutamente vietato giustificarli (e giustificarsi con gli altri) perché “sono bambini”. Ricordare sempre che sono i genitori a dare il buon esempio. Quindi: evitate di parlare per ore al cellulare, di essere aggressivi, tenere la voce alta, fumare sotto l’ombrellone e altre amenità che vi racconterò (mio malgrado, ma già lo so che assisterò impotente a decine di cose del genere) nel corso di questa, lunga, calda estate.

8 pensieri su “Il Galateo al Mare

  1. E aggiungerei anche: Niente trucco. A parte il fatto che fa sentire ancora più caldo, ma poi è veramente di cattivo gusto prendere il sole con il fondotinta e la matita che si sciolgono sul viso…

    P.S. D’accordissimo sul divieto alle grida, però devo dire che a volte sono io la prima a non osservarlo…quando mi si avvicina un insetto è più forte di me!🙂

    1. Il trucco: me ne ero completamente dimenticata!!! Il trucco è una delle cose da spiaggia più tragiche: si scioglie, unge, sporca gli asciugamani, fa effetto “Il Corvo”…
      Insomma, una tragedia.

      E che dire… degli smalti? Violacei, argentati, dorati: un porto sicuro del cattivo gusto! E poi, se vai dall’estetista e chiedi un colore tenue (come è successo a me la settimana scorsa) ti guardano male e commentano: “Ma sei sicura? Non sarà un po’ troppo da vecchia?”.

  2. Leggendo questo post mi è venuto in mente uno che ho scritto due anni fa e mi vien voglia di condividerlo: http://marisamoles.wordpress.com/2009/08/25/umanita-sotto-l%e2%80%99ombrellone/

    Quanto agli smalti, alzo la mano perché sono colpevole: io li amo a tinte decise, soprattutto d’estate con le mani abbronzate. Però non porto i costumi di Hallo Kitty e i capelli (che porto lunghi e me ne infischio dell’età!) li raccolgo con un fermaglio. Niente codini, insomma.🙂

    P.S. Alzo la mano ancora una volta: io fumo sotto l’ombrellone. Però non butto la cenere e la “cicca” per terra e mi accerto che il vento non porti il mio fumo sotto l’ombrellone del vicino. D’altra parte, se ci fosse il divieto di fumare anche all’aperto, sarebbe una persecuzione totale.

  3. E’ possibile che lo stabilimento balneare possa vietare i suoi clienti di mangiare (anche un frutto), di bere (anche l’acqua) ecc. sotto l’ombrellone se portati da casa? Diversamente è possibile se acquistati nel suo bar!!!
    cosa fare?

  4. Assolutamente no! La cosa migliore è chiedere chiaramente il perché vige tale divieto e, nel caso la risposta fosse “perché qui si possono consumare solo acquistate presso il bar interno”, fare presente che il bar non è legato allo stabilimento balneare, che è una cosa gravemente scorretta; continuare a fare come niente fosse. In alternativa, cambiare bagno (meriterebbe).

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