Monti e L’Educazione

Questa sera l’Italia piange. Piangono anche i suoi Ministri (come la Fornero che non è neppure riuscita a pronunciare la parola sacrifici che è scoppiata in lacrime trattenute, e delicatissime). Le misure prese fanno venire i brividi, anche perché su tutto grava un’ipotesi ancora più inquietante: la fine. La fine del nostro Paese e dell’euro.

Ma, come potete immaginare, non voglio parlare di questo. Voglio parlare dell’educazione e delle buone maniere con cui Monti e i suoi Ministri hanno spiegato le durissime misure al Paese.

Sobrietà e Austerità. Sono state queste le parole d’ordine nella lunga conferenza stampa. Sobrietà e austerità, ma anche buone maniere. Perché quando lo storico giornalista Gustavo Selva domanda a Monti – che giusto poco prima, e di sua spontanea volontà, già aveva spiegato  – che cosa avrebbe fatto del suo stipendio, lui non si scompone. “Non è colpa del suo udito, ma del mio modo di parlare troppo affrettato” spiega, mentre alle spalle di Selva giornalisti giovani e cafonazzi mal trattengono risolini e gomitate. E nelle parole del nuovo Premier non c’è piacioneria, o arroganza. Nelle sue parole c’è buon gusto, compostezza, eleganza. C’è un trionfo di buone maniere.

2 pensieri su “Monti e L’Educazione

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