L’educazione del corteggiamento

 

C’è stato un lungo periodo in questo blog – come l’educazione e il buon gusto in tutta Italia – è entrato in letargo. Un letargo particolare, che è arrivato con la primavera ed è giunto fino all’autunno. Adesso – complice un’intervista che una mia affezionata lettrice mi ha fatto su Gioia e che troverete dalla prossima settimana in edicola – ho deciso di riprendere a raccontare, attraverso il bon ton, questo nostro Paese che non è ancora uscito dalla cultura dei B movie, e che rimane tragicamente impigliato nelle sfiancanti maglie della commedia all’italiana, dove le donne sono solo racchie o bonazze, e gli uomini cornuti o commendatori.

In questi giorni ho conosciuto poi un ragazzo che mi ha fatto venir voglia di tornare a scrivere di buone maniere. Un ragazzo molto carino, biondo, occhi azzurri, aria da lord di fine Ottocento con grandi giacche di velluto a coste e pantaloni scuri, scarpe di cuoio stringate, i modi di altri tempi: lo sportello aperto della vettura la sera del primo appuntamento, lo sguardo sempre tenuto gentile sugli occhi (e quanti, quanti uomini non hanno ancora capito che le donne se ne accorgono quando oggetto delle attenzioni è la scollatura?), il dolce intrecciare delle mani nella vaschetta dei popcorn durante il film (sì, niente cibo al cinema: ma per il primo appuntamento si fa eccezione!), il primo bacio sulla spiaggia e cose così.

Questo ragazzo però non ha mai portato dei fiori, in questa lunga settimana in cui siamo usciti insieme tutti i giorni. Mai un fiore, neppure uno reciso. Ieri scortesemente e un po’ piccata glielo ho fatto notare, e lui giustamente arrossendo mi ha chiesto scusa. Certo, io sono stata cafona, ma lui ha ribattuto: “Al prossimo appuntamento te li porto” (salvo poi presentarsi, di nuovo, a mani vuote). Allora ho spiegato che i fiori si mandano o prima o dopo l’appuntamento, non si portano come un fattorino qualsiasi in un giorno d’ottobre. Lì mi è sembrato essere convinto, ma a volte mi chiedo: per stare bene con un uomo è giusto accontentarsi di queste minime mancanze o, accondiscendo, ci rendiamo colpevoli di far abbassare ancora – e ancora, e ancora – l’educazione del nostro bellissimo e cafonissimo Paese?

Un pensiero su “L’educazione del corteggiamento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...