Il galateo della convivenza

Finalmente mi sono decisa, dopo diverso tempo e molteplici ripensamenti, a tornare a scrivere su questo blog. La notizia è che fra qualche mese uscirà un mio personalissimo galateo, che racconterà come è bene comportarsi in questi tempi moderni dove ci si sposa e si divorzia, si cambia sesso, ci si fidanza con persone del medesimo sesso, e poi: si va in galera, si finisce al centro di scandali economici e sessuali, si cambia continuamente lavoro, non si ha più tempo per pranzi di gala, ma si mangia molto in ufficio. Insomma, un galateo dei nostri tempi, che punta al cuore della questione: conoscere le buone maniere, per comportarsi sempre in modo appropriato. Vi sembra poco?

Il Galateo della Convivenza

Solitamente viene annunciata in modo informale. Si va alla convivenza, come alla guerra. E’ ormai così comune da non generare più nessun tipo di risposta. Nessuno si scandalizza se la propria nipote va a vivere con il fidanzato storico, o decide di condividere l’appartamento con un giovanotto conosciuto da un paio di anni.

Con gli anni Duemila, è nato il “convivente” solitamente uomo dai 35 ai 40 anni decisamente non incline al matrimonio che passa da un appartamento all’altro, da una convivente a un’altra. Se mirate al matrimonio, chiarite il prima possibile la cosa: va bene una prova, che solitamente può durare dai due ai tre anni, e poi si convola a nozze. Evitate di credere che una convivenza possa sfociare in matrimonio, magari con l’arrivo dei figli, se il vostro partner ha espressamente chiarito che non crede nel matrimonio (neanche questo necessitasse di un atto di fede!), o che comunque non ha intenzione di sposarsi.

Una volta fatto “il grande passo”, stilare delle regole: meglio che queste siano poche, ma precise. Evitare di invadere lo spazio dell’altro, magari con la scusa di “dare una sistematina” o “portare un po’ di ordine in quella confusione ingestibile”.

Raramente si va a convivere in una casa nuova. Nel caso foste il vostro caso, dividetevi in modo equo le spese: potrete alternarvi nel pagamento dell’affitto e dividere le bollette, in alternativa stipulare un mutuo che investirà i due partner dello stesso impegno economico. Nel caso invece uno di voi si trasferisca a casa del compagno, sarà dunque bene che quest’ultimo porti con sé un piccolo dono per festeggiare il lieto evento, sobbarcandosi tutte le spese che accompagnano la piccola trasformazione domestica: nuovi elettrodomestici, un nuovo servizio di piatti, qualche quadro. Evitate di invadere la casa dell’altro, chiaritevi fin da subito su quanto e cosa siete disposti a sacrificare, cercate di ripensare gli spazi in modo tale da non avere l’impressione di essere stati conquistati da un esterno (per chi c’era), e di non vivere come ospiti a casa di un altro (per chi arriva).

Se l’appartamento è di uno dei due, l’altro si offrirà di pagare le bollette. Se fra i due partner c’è una grande disparità economica, il più benestante verrà incontro all’altro senza evidenziare la situazione, ma con naturalezza. Per usare le parole di Gustave Flaubert in Madame Bovary “Fra tutte le burrasche che investono l’amore, una richiesta di denaro è la più fredda e la più distruttiva”. Evitate dunque che l’altro sia messo in condizione di chiedervi un prestito per riparare la lavastoviglie, piuttosto che far costruire la scarpiera di cui avete tanto parlato; anticipate le necessità casalinghe, avrete un partner felice e una piacevole vita domestica.

Si è soliti inaugurare la nuova casa, anche in occasione di convivenza, invitando amici e parenti. Se non siete più giovanissimi, meglio prediligere piccole cene o aperitivi con pochi partecipanti. Evitare grandi feste superati gli “anta”.

Evitate di andare a convivere se si tratta di una mera questione economica. “Almeno dividiamo l’affitto” o “Così risparmiamo sulle spese” sono valutazioni che possono venir accettate solo fino ai venticinque anni. Rischiereste di trovarvi invischiati in una situazione sentimentalmente complessa per risparmiare poche centinaia di euro.

Se non siete inclini a relazioni stabili, evitate le convivenze: rischiereste di passare da una casa all’altra come degli studenti fuorisede. In questo caso non si tratta di una convivenza d’amore, ma di un mutuo soccorso. Meglio andare in albergo. E’ certamente più economico, e meno doloroso. Se vi ostinate invece a provare convivenze, almeno abbiate il buon gusto di non stupirvi se tutti i vostri esperimenti amorosi saranno inclini al fallimento.

Un pensiero su “Il galateo della convivenza

  1. Credo che sì, sia necessario darsi delle regole durante una convivenza, ma nel dividersi le spese immagino valga il buon senso dei due amati: non è che lei si occupa di tutta la spesa alimentare, lui delle bollette, l’affitto è a metà, l’immondizia un terzo lui due terzi lei, gli acquisti per la casa due terzi lui ed uno lei…Ci si regola mano a mano😉

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