Il Galateo in Farmacia

Evitate di essere redarguiti dal farmacista con atteggiamenti poco consoni all’ambiente. Si sta in farmacia con educazione: ci si rivolge con gentilezza al farmacista, ricordando che è certamente a vostra disposizione, ma si tratta pur sempre di un laureato in farmacia, dunque di una persona con una professionalità ben formata e certamente diversa da quelle di un commesso (senza niente togliere ai commessi!).

Quando si entra in farmacia si saluta, e così si fa – dopo aver ringraziato – quando si esce. Non si dà del tu al farmacista, che a sua volta si rivolgerà al cliente sempre con il lei – a meno che non si tratti di un cliente affezionato, che abbia concesso l’utilizzo di una comunicazione più informale.

Evitate situazioni imbarazzanti: non si chiedono farmaci che hanno necessità di prescrizione medica (domandare del nimesulide o altri principi attivi che necessitano di ricetta, fingendo incuranza, e nella speranza che il farmacista in un momento di distrazione o di umanità ce lo conceda, è ridicolo); non ci si ostina a pretendere un farmaco per un malessere se abbiamo chiesto consiglio, e il farmacista ci ha suggerito qualcosa di diverso; non si contesta – soprattutto se non si ha alcuna competenza – il lavoro del farmacista, casomai perdendo la testa se una medicina che abbiamo sempre pagato in un modo è aumentato (purtroppo i ticket e le differenze dai farmaci generici aumentano pressoché mensilmente!) o non è più vendibile senza ricetta.

Ricordate che una pubblicità è pur sempre una pubblicità, dunque non ha nessun valore medico. Dire: “Vorrei questo perché l’ho visto in televisione” vi farà apparire del tutto sprovvisti di qualsiasi senso critico; meglio chiedere consiglio se non siete in grado di valutare autonomamente la bontà del farmaco richiesto, o la sua bontà rispetto alle vostre necessità.

Evitate di affollarvi al bancone se questo è pieno. Ricordo ancora una signora che stava così vicino al bancone, infastidendo tutti i clienti in fila prima di lei, che il farmacista fu costretto a domandarle di allontanarsi; questa rispose maleducatamente dicendo che aveva i figli in macchina sotto il sole, e allora il farmacista fu costretto a invitarla ad andarsene perché, come in tutti i posti del mondo, la fila e la privacy vanno rispettati.

D’altro canto il farmacista indosserà sempre il camice con appuntata sopra la spilla dell’ordine, manterrà un contegno adatto al luogo della sua professione: non scherzerà, non riderà, non alzerà mai la voce, non avrà mai sul banco il telefonino, sarà disponibile nei confronti del cliente, anche di quello più pignolo, darà risposte competenti e precise a tutte le richieste, perfino a quelle apparentemente più assurde. Insomma, cari farmacisti ricordate: siete dei professionisti, siete dei farmacisti!

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