Vuoi un po’ di galateo?

Keep Calm

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In libreria (e nella mia borsa)

Keep Calm

Ci siamo! Oggi esce in libreria il mio galateo. Il titolo, come si confà al 2015, è decisamente moderno: Keep Calm e smetti di fare il cafone. L’editore è Newton Compton Editore

Sulle tracce di Donna Letizia e di Irene Brin, guardando però ai tempi moderni, ho cercato di fare una sintesi di quello che è bene e non è bene fare, cercando di spiegare perché è meglio preferire un comportamento che un altro.

Ci sono infatti delle “buone maniere” che ormai sono in disuso, e altri comportamenti che richiedono di essere aggiornati. In fondo, in tempi di web, amanti, coppie che scoppiano e che si rimettono insieme, viaggi internazionali e paesi multirazziali, è bene aggiornare le proprie maniere per evitare di scegliere la strada più semplice… Quella di diventare un supercafone!

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Buona lettura!

Un galateo invernale

 

D’inverno fa freddo, si sa, e allora la gente si sente autorizzata a battere i denti, sgomitare per entrare in un bar dove il riscaldamento funzioni, spingere per salire sul bus e sul tram. “Ho freddo. Ho freddo” sono le parole più comuni che ho sentito negli ultimi tempi. E probabilmente quelle che sentirete anche voi, visto che dal Polo Nord è in arrivo un freddo artico.

Per affrontare il freddo, il galateo dà mille consigli. Ma ecco qui i miei tre punti preferiti:

1. Avete freddo? Copritevi e non lagnatevi. Il freddo è come il sole: tocca tutti. Bevete the caldo invece di caffè, mettete sempre in borsa dei bei guanti e un caldo cappellino. Evitate – ma questo sempre – i gambaletto.

2. Avete freddo ma non volete imbacuccarvi perché le vacanze di Natale vi hanno regalato chili e chili di troppo, e adesso non volete sembrare ancora più grasse? Evitate di lagnarvi. A nessuno interessa, se avete freddo. Evitate comunque di battere continuamente i denti, di strofinare le mani, di imprecare contro qualsiasi cosa vi si presenti a tiro e vi rallenti.

3. La soluzione migliore, quando fa freddo, è accendere il riscaldamento e chiamare il proprio amante a casa. Certo, non tutte ne hanno uno. Ma il gelo potrebbe essere un’ottima scusante per cominciare a guardarsi in giro.

Affrontare il cambio di stagione

 

Esiste un modo elegante per affrontare il cambio di stagione? Me lo sto chiedendo da quando a Roma sembra arrivata l’estate, il sole comincia a bruciare e i turisti si aggirano per le vie del centro con magliette a maniche corte, pantaloncini kaki, calzini di spugna al polpaccio e rigorosamente bianchi, cappellini da baseball sbiaditi (e non è la rappresentazione di un cliché, li ho visti con i miei occhi ieri, a decine, per via del Corso).

Personalmente il cambio di stagione lo considero una maledizione. Svuotare gli armadi, fare la polvere, correre in lavanderia e mandare di continuo la lavatrice è estremamente faticoso. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo (perdonate la citazione, ma oggi sono un po’ così). E così ho pensato a questo brevissimo galateo per affrontare la primavera ballerina 2011.

 

Pillole di Galateo. L’arrivo della primavera.

1. Evitate di lamentarvi con chiunque vi si presenti a tiro che “i cambi di stagione mi ammazzano”. Ammazzano tutti. Per questo sono “cambi”.

2. Concentrare il più possibile lo stress, l’agitazione e i vestiti sparsi per casa: meglio dedicare un weekend al cambio di stagione (ormai imminente, a patto che non vogliate continuare ad indossare fino a pasqua maglioni di lana e sciarpette) che rendere caotica la casa per settimane.

3. Arrendetevi: non potete farci niente. Il caldo arriverà e travolgerà l’Italia (e, ahimè, Roma) come tutti gli anni. Gli esperti, anzi, garantiscono che quest’anno sarà peggio. Sarà tutto molto più caldo, umido, sudato e faticoso.

Una giornata di sole, e di ricerche

Il sole mette di buon umore. Stamattina sono uscita presto e ho iniziato la mia giornata all’insegna del galateo. Una giornata pigra, perché ultimamente non ho le forze per concentrarmi più di un tot (la colpa sarà delle letture della Brin? del cambiamento continuo del tempo? dell’arrivo della primavera?). Intanto, le ricerche sul Galateo di Contessa Clara continuano e spero per la fine della settimana di avere una mia teoria da esprimere in modo comprensibile (soprattutto a me stessa).

Eppure, il sole non basta per risolvere qualsiasi cosa. A pranzo, dopo una mattinata passata in archivio, ho acceso la televisione e ho saputo del terremoto in Giappone. E’ stato qualcosa di devastante e tragico. Un sentimento credo comune a chiunque abbia oggi acceso la televisione o navigato su internet. Osservando le strade inclinarsi, i soffitti crollare, il mare farsi circolare e le onde diventare forza che tutto distrugge e che niente preserva, mi sono domandata a più riprese, mentre l’orrore lasciava spazio allo sconcerto e alla paura, alla tenerezza, alla pietà per tutte le vittime di questo catastrofico evento naturale, quale sia il confine fra il buon giornalismo e la speculazione televisiva.
E’ una cosa che mi tocca in prima persona in quanto giornalista e che forse non riguarda in modo troppo diretto questa vicenda – perché l’orrore è troppo grosso, lo sconcerto è troppo tangibile.
Non credo sia corretto parlare di buone maniere e di galateo, ma forse di rispetto e di amore per il prossimo. Forse di educazione.
Se è giusto documentare quello che sta succedendo, quando l’indagine diventa morbosa e ossessiva (come nel caso di Sarah e di Yara – con cui abbiamo ormai così tanta dimestichezza, neanche fossero nostre amiche o conoscenti, da chiamarle solo con il nome di battesimo) è il trionfo della maleducazione, dell’irriverenza, dell’ossessiva ricerca di share e di attenzione, a dispetto del buon giornalismo e del rispetto. A dispetto di tutte quelle qualità che fanno umana e degna la persona.

E’ una questione di confini, ma ha senso parlare di confini in un mondo in cui non sembrano esserci? Dove la regola si fa l’inutile per eccellenza?

Adesso la smetto con questa blanda retorica e preparo la valigia. Per una pezzo di viaggio che sto preparando vado due giorni (un giorno e mezzo, in verità) a Macerata..