Irene Brin: Il mondo, il galateo

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Il 10 ottobre uscirà per Atlantide Edizioni Il Mondo di Irene Brin, che per la prima volta raccoglie in un unico volume una scelta degli scritti pubblicati dal 1920 al 1965.
‏Da Coco Chanel a Greta Garbo, da James Joyce ai principi Mdivani, passando per luoghi culto come il Florida di Roma o le Giubbe Rosse di Firenze, e per attività perdute quali la Casa Line o la Cas Pas, Irene Brin si mostra non solo la brillante autrice de Il Galateo e del suo dizionario, assunto come classico da migliaia di lettrici e appassionate, ma anche un’autrice dalla prosa raffinata ed elegante.
‏Poliedrica, inafferrabile e trasformista, nel corso della sua vita fu giornalista, scrittrice, gallerista, esperta di buone maniere e di pessime abitudini. Meglio di chiunque altro seppe raccontare con spietatezza e ironia il nostro Paese nel dopoguerra, spiegando agli italiani l’educazione, il gusto e lo stile.
L’ampia scelta di racconti e articoli suggerita da Flavia Piccinni attraverso Usi e Costumi, Cose Viste, Le Visite e Il Galateo confermano come Irene Brin, ingiustamente dimenticata dopo la sua morte, non sia una semplice giornalista di costume, ma l’attenta interprete e protagonista di un tempo. Una grande scrittrice che per la prima volta si svela attraverso un ritratto complesso, delicato e struggente, che ne mostra l’originale e moderno sguardo impietoso.

ETÀ – Parlatene il meno possibile, non confessate la vostra, non chiedetela agli altri: tutti, uomini e donne, si dicono vicendevolmente una quantità di cose spiacevoli, mentre calcolando amabilmente le reazioni reciproche le potrebbero evitare sempre. Non sforzatevi di guardare il passaporto della compagna di viaggio, la patente automobilistica del nuovo conoscente. Ciascuno non ha l’età che dimostra, ma l’età che cerca di dimostrare, e lasciamogli le sue illusioni.

‏Irene Brin (Roma, 1911 – Sasso di Bordighera, 1969) è lo pseudonimo, coniato da Leo Longanesi, di Maria Vittoria Rossi. Considerata come una delle più importanti giornaliste italiane del secolo scorso, si occupò con successo di costume, di moda e d’arte. Scrisse sulle più importanti riviste dell’epoca, come «Omnibus» e «Il Borghese», dettando legge in fatto di stile su «Harper’s Bazaar», e firmando con lo pseudonimo di Contessa Clara il più celebre galateo italiano. Scoprì e tradusse decine di autori, fra cui Carson McCullers. Fondò con il marito Gaspero del Corso la Galleria L’Obelisco, centro nevralgico della cultura e dell’arte a Roma negli anni Cinquanta. Resta oggi una delle donne più libere, controverse e sfuggenti dell’intero Novecento italiano.

‏“Ha labbra morbide, lineamenti pastosi. Anche nell’acqua, guardatela, è miope. In terraferma traballa, è titubante e distratta, bisogna aiutarla a scendere le scale. Ma non fidatevi! E’ Irene Brin, la fustigatrice dei costumi, la più insolante, la più brillante delle giornaliste italiane. Non ha un minuto di requie, viaggia sempre, collabora a quindici fra riviste e giornali, conosce tutti, legge tutto, è dappertutto, scrive due articoli al giorno, vive nei luoghi e nei tempi più inquietanti”.
‏«Almanacco della donna italiana», 1943

 

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Il galateo alla strage

C’è un articolo che ho letto qualche giorno fa: le regole da tenere presenti in caso di strage. Una sorta di decalogo delle cose da mettere in atto, neanche fosse un terremoto o un incendio.

L’ho trovato attualmente concreto, e molto doloroso. Perché non possiamo che ammettere di trovarci davanti a qualcosa di imprevedibile, minaccioso e disperato. Perché la maggior parte di noi, o almeno quelli nati a cominciare dagli anni Ottanta come me, non capiscono cosa sia una guerra di religione. Come possa un essere umano decidere, volontariamente, di ammazzarsi. Perché siamo dentro una psicosi collettiva. Un incubo da cui ci auguriamo di svegliarci presto, forse consapevoli che così non sarà.

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E allora ho pensato, i tempi cambiano, e sarà macabro ma necessario stilare un galateo d’emergenza delle regole da tenere presenti quando ci si trova coinvolti in un attentato terroristico. Necessario per esorcizzare. Per fare finta che questo sia solo un esperimento surreale di cui siamo protagonisti.

Regola 1. Imparare il Corano. Può sempre essere utile. Mali docet.

Regola 2. Ricordasi che non è valida la regola: prima le donne e i bambini.

Regola 3. Restare fermi può non essere una buona idea. Ma anche muoversi può avere i suoi aspetti negativi. La cosa migliore? Fingersi morti.

Regola 4. Evitare di utilizzare i social network. Ci sono cose più importanti. Almeno sul momento.

Regola 5. Farsi un esame di coscienza, consapevoli che potrebbe essere l’ultimo. E, soprattutto, se non ci sono alternative provare a trasformarsi in super eroi.

Keep Calm su Gioia!

Siete dei cafoni? O, visto che nessun cafone si ritiene tale, siete circondati da cafoni al lavoro?

E allora vi consiglio il decalogo che Ornella Ferrarini, che oggi parla del mio libro “Keep Calm e smetti di fare il cafone” su Gioia!, ha stilato. Una classifica degli otto peggiori cafoni sul lavoro. Fra questi spicca un certo Simpson, e una certa suocera…

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Ecco qui il link per i più curiosi

Keep Calm e… smetti di fare il cafone! (Naturalmente)

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Volete leggere un estratto del mio libro? Ecco le peggiori cafonate che potete immaginare e che Affari Italiani ha raccontato qui perché… “Miss Caterina detta il decalogo anti-cafone con consigli per amanti “fuori fuori” e coming out di amici e parenti”. Continua in libreria o su Amazon!