In libreria (e nella mia borsa)

Keep Calm

Ci siamo! Oggi esce in libreria il mio galateo. Il titolo, come si confà al 2015, è decisamente moderno: Keep Calm e smetti di fare il cafone. L’editore è Newton Compton Editore

Sulle tracce di Donna Letizia e di Irene Brin, guardando però ai tempi moderni, ho cercato di fare una sintesi di quello che è bene e non è bene fare, cercando di spiegare perché è meglio preferire un comportamento che un altro.

Ci sono infatti delle “buone maniere” che ormai sono in disuso, e altri comportamenti che richiedono di essere aggiornati. In fondo, in tempi di web, amanti, coppie che scoppiano e che si rimettono insieme, viaggi internazionali e paesi multirazziali, è bene aggiornare le proprie maniere per evitare di scegliere la strada più semplice… Quella di diventare un supercafone!

Per acquistarlo basta andare qui

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Buona lettura!

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Le Buone Maniere On Air


Le sorprese arrivano quando meno te le aspetti. Quando dici: va tutto male. Malissimo. E poi, quasi fosse una magia, ecco che succede qualcosa di piacevole. Quel qualcosa si verificherà oggi alle 12 circa (fra meno di mezz’ora) quando, in diretta su Radio Capital, parlerò del blog e delle buone maniere nel programma di Doris Zaccone “Capital in the World”. Potevo immaginare di meglio per festeggiare il primo compleanno del blog (che sarà fra 3 giorni esatti)?

Penso proprio di no! Un grazie speciale a Doris e a Gianni Faluomo che cercando in rete si è imbattuto in queste pagine e mi ha scritto.

Siate educati… sintonizzatevi!

Paese che vai… Galateo che trovi (2)

Tornando a noi (dopo ieri) ecco cosa conviene e non conviene fare in Asia!
In Thailandia durante le visite ai templi è un’offesa mettersi in posa per fotografie davanti o sopra una statua o a qualche immagine sacra. Non perdete poi tempo ad acquistarne: non si possono poi portare via fuori dal paese neppure come souvenir. Attenzione alle Filippine, dove i controlli doganali sono serratissimi e se i rotocalchi italiani (e forse è anche facile capire perché) sono sequestrati per pornografia, alcol e droghe sono severamente vietate… pena l’arresto! In Australia non indicate mai qualcuno con l’indice (se proprio si deve, usare la mano intera) e non soffiate il naso in pubblico. In Giappone non solo non ci si soffia il naso in pubblico, ma gli sternuti sono considerati gesti di enorme scortesia; severamente vietato fare domande dirette a un giapponese: lo vedrebbe come una violazione della privacy e facilmente perderebbe la testa!

E allora… che programmi avete per le vacanze?

Paese che vai… Galateo che trovi (1)

Arriva la primavera, la voglia di un weekend lungo fuori dal solito tran tran e il desiderio di prenotare le vacanze estive. Alcuni resteranno in Italia, altri partiranno per mete più o meno esotiche probabilmente… lasciando a casa il galateo e le (poche) buone maniere conosciute.

Qualche mese fa ho scritto del ta’arof, ma stamattina guardando il calendario mi è venuta voglia di… scoprire cosa si deve fare ed è meglio evitare all’estero per avere delle buone vacanze, non infastidire gli altri e non umiliare se stessi.

I problemi degli italiani in vacanza sono tre:
1. Parlano a voce troppo alta
2. Cercano e mangiano solo cibo italiano
3. Non perdono occasione per sottolineare quanto l’Italia sia meglio (o peggio) in qualsiasi cosa (dal portaombrelli, al caffé, alla carta dei quotidiani).
Quindi, una volta accontanati questi comportamenti severamente vietati (accontentarsi del cibo locale invece di un disgustoso piatto di spagetti boulognesie non è affatto una mossa sbagliata), bisogna ricordare che… PAESE CHE VAI, GALATEO CHE TROVI!

In Europa attenzione perché…
In Germania non si deve mai parlare del muro e dei tedeschi (se non sono loro a farlo per primi), in Austria in pubblico non ci si pettina e non ci si trucca, vietato toccarsi i capelli e grattarsi il mento se state parlando con qualcuno: significherebbe che secondo noi l’interlocutore sta dicendo delle sciocchezze. Se siete in Finlandia per fare conquiste siete fortunati: nelle sale da ballo e nelle discoteche si può invitare a ballare uno sconosciuta o uno sconosciuto che… non può rifiutare l’invito, pena il dimostrarsi estremamente maleducato! In Norvegia i superalcolici solo serviti solo nei giorni feriali (tra le 13 e le 23,30), ma occhio ai bicchieri (e ai prezzi): almeno il doppio rispetto all’Italia!

Il galateo nel tradimento

William Shakespeare nell’Otello metteva in scena le più drammatiche parole d’amore. “È meglio essere tradito davvero, che saperlo sì e no” scriveva. E credo che sia proprio questa la massima da tenere a memoria quando si parla di tradimento. E’ meglio saperlo, che essere cornuti e mazziati.

Il tradimento ti spezza il cuore. E’ come una freccia, scoccata da un Cupido miope (o semplicemente stronzo), che ti entra nel cervello e si insinua nel passato. Ti fa rivivere tutti i ricordi (ma proprio tutti) con quel dubbio amletico che è: ma mi tradiva già allora (durante la settimana bianca, quando sono andata a casa dai suoi per il compleanno della zia, quando ho dato fondo ai miei risparmi per comprargli l’impianto stereo)?

In questi giorni ho stilato una lista dettagliata di quello che il galateo dovrebbe e non dovrebbe permettere ai cuori infranti e, fermo restando che non si deve mai violare la privacy altrui (è maleducazione leggere sms – email – lettere – ascoltare segreteria o sbirciare le chiamate effettuate/ricevute), per vivere bene a volte servono delle eccezioni. Un esempio? Non chiudere gli occhi quando lui sparisce per giorni, non risponde alle chiamate, è elusivo, si tiene appiccicato il telefonino e, guarda caso, cambia improvvisamente lo status su Facebook… Perché, siamo d’accordo, il galateo è fondamentale per vivere bene nella società, ma a volte non tiene conto della jungla tremenda in cui ci tocca scalpitare nel 2011..

Pillole di galateo. Come affrontare (e sopravvivere) al tradimento.
1. Non prendere decisioni affrettate: uccidere lui (o la sua famiglia, o il suo cane) non è una buona scelta. Neppure prendere in ostaggio la sua collezione di cimeli della Roma, in ogni caso, lo è .
2. Non iniziare a spifferarlo ai quattro venti. E questo non perché potreste tornare sui vostri passi (a volte capita, ma non a me – tantopiù in questa situazione), ma perché le cornute non sono mai piaciute a nessuno.
3. Ritirarsi in un luogo buio e isolato per leccarsi le ferite. E’ ridicolo farsi vedere distrutte, devastate, a pezzi, prossime al suicidio in pubblico. Uscire solo alle prime ore del mattino (quando è difficile incontrare conoscenti o amici che potrebbero squadrarci incerti e dire: “Ma cosa ti è successo! Sembra che Davide ti abbia mollato” ecc. ecc.), cambiare se possibile bar o giro (nel mio caso: cambiare quartiere mi sembra l’unica cosa possibile).
4. Riprendere lentamente la vita di sempre e cercare di non sfogarsi sul cibo (cornuta, mazziata e ingrassata è un associazione da evitare).
5. Rimuovere lentamente tutti i ricordi e metterli in uno scatolone, rispedirli al mittente. Severamente vietato (per quanto possa sembrare eccitante) gettare lo scatolone dalla finestra, lasciarlo sul pianerottolo, buttarlo nella spazzatura. E, ovviamente, bruciarlo.
6. Operare la rimozione con un’amica vera (nel mio caso Cecilia, che è venuta apposta dalla Toscana) per non abbandonarsi a quella crisi mistica che è la desolazione. Evitare come la morte tutte le canzoni tristi, come i ritornelli alla Ghost, che fanno rimpiangere perfino l’uomo più bastardo del mondo.
7. Evitare di comprare un cane.
8. Evitare di rendersi conto, dopo due giorni, che è un errore aver comprato un cane.
9. Restituire il cane.
10. Ammettere di sentire più la mancanza del cane che dell’ex fidanzato.
11. Dopo ore di pianti e isterismi vari trovare il coraggio di cancellare tutti i contatti appartenenti all’ex (numeri di telefono, email, contatto fb, skype, twitter) nella disperata certezza che così sarà più difficile rintracciarlo (neanche si fosse trasferito dal suo migliore amico in fondo alla strada). Non avere però la forza di cestinare quella fotografia, una delle prime che vi siete fatti insieme a una festa, tanti anni fa, in cui sembrate tanto felici. E convincersi (senza riuscirci) che il vero motivo è uno solo: quel vestito che indossi non ti entra più da cinque anni.