Vuoi un po’ di galateo?

Keep Calm

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Il galateo alla strage

C’è un articolo che ho letto qualche giorno fa: le regole da tenere presenti in caso di strage. Una sorta di decalogo delle cose da mettere in atto, neanche fosse un terremoto o un incendio.

L’ho trovato attualmente concreto, e molto doloroso. Perché non possiamo che ammettere di trovarci davanti a qualcosa di imprevedibile, minaccioso e disperato. Perché la maggior parte di noi, o almeno quelli nati a cominciare dagli anni Ottanta come me, non capiscono cosa sia una guerra di religione. Come possa un essere umano decidere, volontariamente, di ammazzarsi. Perché siamo dentro una psicosi collettiva. Un incubo da cui ci auguriamo di svegliarci presto, forse consapevoli che così non sarà.

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E allora ho pensato, i tempi cambiano, e sarà macabro ma necessario stilare un galateo d’emergenza delle regole da tenere presenti quando ci si trova coinvolti in un attentato terroristico. Necessario per esorcizzare. Per fare finta che questo sia solo un esperimento surreale di cui siamo protagonisti.

Regola 1. Imparare il Corano. Può sempre essere utile. Mali docet.

Regola 2. Ricordasi che non è valida la regola: prima le donne e i bambini.

Regola 3. Restare fermi può non essere una buona idea. Ma anche muoversi può avere i suoi aspetti negativi. La cosa migliore? Fingersi morti.

Regola 4. Evitare di utilizzare i social network. Ci sono cose più importanti. Almeno sul momento.

Regola 5. Farsi un esame di coscienza, consapevoli che potrebbe essere l’ultimo. E, soprattutto, se non ci sono alternative provare a trasformarsi in super eroi.

In libreria (e nella mia borsa)

Keep Calm

Ci siamo! Oggi esce in libreria il mio galateo. Il titolo, come si confà al 2015, è decisamente moderno: Keep Calm e smetti di fare il cafone. L’editore è Newton Compton Editore

Sulle tracce di Donna Letizia e di Irene Brin, guardando però ai tempi moderni, ho cercato di fare una sintesi di quello che è bene e non è bene fare, cercando di spiegare perché è meglio preferire un comportamento che un altro.

Ci sono infatti delle “buone maniere” che ormai sono in disuso, e altri comportamenti che richiedono di essere aggiornati. In fondo, in tempi di web, amanti, coppie che scoppiano e che si rimettono insieme, viaggi internazionali e paesi multirazziali, è bene aggiornare le proprie maniere per evitare di scegliere la strada più semplice… Quella di diventare un supercafone!

Per acquistarlo basta andare qui

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Buona lettura!

Prima della Sardegna

Fra meno di un’ora partirò (è lavoro, non mandatemi scongiuri e macombe) per la Sardegna. Missione andare a intervistare minatori, pastori e poi, martedì, il sindaco Massimo Zedda. Per qualche giorno, quindi, la pubblicazione è sospesa. Ma ci saranno aggiornamenti sulle buone (e cattive) maniere sarde al mio ritorno mercoledì.

Intanto, ho pensato a un sondaggio incrociato per trovare la regione, e poi la città, più educata e più maleducata d’Italia.

Iniziamo con il Sud Italia. A voi la scelta e, se volete motivare la decisione, a voi anche i commenti!

 

Il Galateo al referendum

Ho finalmente trovato la mia scheda elettorale. Era finita dentro un libro (?) a sua volta riposto dentro una borsa finita in fondo al mio armadio. E’ stata una sorta di complicatissima caccia al tesoro, ma alla fine ci sono riuscita.

Non so in quanti di voi oggi andranno a votare, e non sto qui a dilungarmi sul fatto che sia più o meno giusto esercitare il proprio diritto “di dire la propria” (perché, alla fine, anche non dire niente equivale a dire qualcosa).

Per chi di voi volesse però andare a votare…
… Pillole di Galateo AL REFERENDUM.

1. Presentarsi con la propria scheda elettorale. Nessuno (neppure vostro cugino) può farvi votare se non l’avete. E’ illegale persino pensare qualcosa di diverso.
2. Non borbottare se c’è fila. E non chiedere di passare avanti perché “mi aspettano i bambini in macchina e con questo sole staranno morendo di caldo” (ma poi che razza di genitore lascia i propri bambini in macchina con questo caldo? forse quello che usa i propri figli come scusa…).
3. Non fatevi scoraggiare da un paio di minuti di attesa e, se avete deciso di votare, non dite “ripasso dopo” (anche se siete davvero convinti di ripassare) perché al 99,99% succederà qualcosa e non avrete più modo di votare.
4. Non chiedete a chiunque vi capiti a tiro: Ma tu che hai votato?
5. Restare seduti sul divano a guardare i risultati del referendum non è come andare a votare. Quindi… o vi alzate e passate all’azione, o spegnete la televisione. In fondo, come hanno detto ieri al Tg1, oggi c’è proprio “il tempo adatto per andare a fare una gita”.