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Keep Calm

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Il galateo alla strage

C’è un articolo che ho letto qualche giorno fa: le regole da tenere presenti in caso di strage. Una sorta di decalogo delle cose da mettere in atto, neanche fosse un terremoto o un incendio.

L’ho trovato attualmente concreto, e molto doloroso. Perché non possiamo che ammettere di trovarci davanti a qualcosa di imprevedibile, minaccioso e disperato. Perché la maggior parte di noi, o almeno quelli nati a cominciare dagli anni Ottanta come me, non capiscono cosa sia una guerra di religione. Come possa un essere umano decidere, volontariamente, di ammazzarsi. Perché siamo dentro una psicosi collettiva. Un incubo da cui ci auguriamo di svegliarci presto, forse consapevoli che così non sarà.

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E allora ho pensato, i tempi cambiano, e sarà macabro ma necessario stilare un galateo d’emergenza delle regole da tenere presenti quando ci si trova coinvolti in un attentato terroristico. Necessario per esorcizzare. Per fare finta che questo sia solo un esperimento surreale di cui siamo protagonisti.

Regola 1. Imparare il Corano. Può sempre essere utile. Mali docet.

Regola 2. Ricordasi che non è valida la regola: prima le donne e i bambini.

Regola 3. Restare fermi può non essere una buona idea. Ma anche muoversi può avere i suoi aspetti negativi. La cosa migliore? Fingersi morti.

Regola 4. Evitare di utilizzare i social network. Ci sono cose più importanti. Almeno sul momento.

Regola 5. Farsi un esame di coscienza, consapevoli che potrebbe essere l’ultimo. E, soprattutto, se non ci sono alternative provare a trasformarsi in super eroi.

Il Galateo al referendum

Ho finalmente trovato la mia scheda elettorale. Era finita dentro un libro (?) a sua volta riposto dentro una borsa finita in fondo al mio armadio. E’ stata una sorta di complicatissima caccia al tesoro, ma alla fine ci sono riuscita.

Non so in quanti di voi oggi andranno a votare, e non sto qui a dilungarmi sul fatto che sia più o meno giusto esercitare il proprio diritto “di dire la propria” (perché, alla fine, anche non dire niente equivale a dire qualcosa).

Per chi di voi volesse però andare a votare…
… Pillole di Galateo AL REFERENDUM.

1. Presentarsi con la propria scheda elettorale. Nessuno (neppure vostro cugino) può farvi votare se non l’avete. E’ illegale persino pensare qualcosa di diverso.
2. Non borbottare se c’è fila. E non chiedere di passare avanti perché “mi aspettano i bambini in macchina e con questo sole staranno morendo di caldo” (ma poi che razza di genitore lascia i propri bambini in macchina con questo caldo? forse quello che usa i propri figli come scusa…).
3. Non fatevi scoraggiare da un paio di minuti di attesa e, se avete deciso di votare, non dite “ripasso dopo” (anche se siete davvero convinti di ripassare) perché al 99,99% succederà qualcosa e non avrete più modo di votare.
4. Non chiedete a chiunque vi capiti a tiro: Ma tu che hai votato?
5. Restare seduti sul divano a guardare i risultati del referendum non è come andare a votare. Quindi… o vi alzate e passate all’azione, o spegnete la televisione. In fondo, come hanno detto ieri al Tg1, oggi c’è proprio “il tempo adatto per andare a fare una gita”.

Il Galateo al Mare

Spunta il sole e fa caldo. E anche se è fine maggio è difficile resistere al richiamo dell’ombrellone, delle sdraio, del primo bagno, del venticello che corre sulla sabbia e del gelato da mangiare sotto il gazebo del bar, mentre i bambini giocano con le palette e l’acqua di mare o si rincorrono sul bagnasciuga…

Insomma, sta arrivando l’estate e non c’è niente di più difficile che rimanere eleganti (o quantomeno garbati) con il sudore che imperla la fronte, i vicini d’ombrellone che starnazzano i fatti loro (e diventa davvero difficile non ascoltare), gli ambulanti che provano a venderti il centesimo pareo simil batik e il corpo si scopre un po’ meno tonico dell’anno prima (e si fa strada la convinzione che lo sarà sicuramente di più dell’anno prossimo).

Non vi racconto la mia giornata ad Antignano oggi (c’era pochissima gente, gli scogli erano puliti e il mare uno spettacolo in movimento, l’acqua gelata e molto attraente), ma quello che posso sapere dopo tanti anni passati al mare in giro per l’Italia (da Fregene a Rimini, passando per Viareggio, Taranto, Forte dei Marmi, Napoli, Taormina, ecc.) perché, in fondo, tutte le spiagge si somigliano un po’. E anche tutti i coatti non hanno poi queste differenze fra di loro… O no?

Galateo da Spiaggia. LA BASE IN 3 PUNTI.
(parte 1 di una lunga serie)
1. La voce bassa. Sempre e comunque. Non sentitevi autorizzati a urlare anche se intorno a voi non c’è nessuno, se vostro figlio ha appena catturato un granchio e ve lo ha lanciato addosso, vi è entrata la sabbia negli occhi, il nip di turno ha deciso di sposarsi. Insomma, gridare (ovunque, ma al mare ancora di più) è severamente vietato.
2. Evitate un abbigliamento troppo appariscente, ridotto, volgare (anche se uno sta mezzo nudo in spiaggia non deve sentirsi autorizzato a coordinare il bikini con tacchi a spillo e abitini trasparenti stile film porno), sportivo e casual (che spesso si traduce in trasandato perché “che mi importa, tanto vado al mare”), ridicolo (es. cinquantenni con costumi di hello kitty e codine da adolescente, per dire la prima cosa che mi viene in mente). Lasciate a casa i gioielli (consentiti solo quelli a tema “marino”, a patto che non superino una unità), i tacchi (già citati) e le zeppe eccessive. Non scopritevi troppo (il topless è un discorso a parte), ma non mettetevi addosso qualsiasi cosa pur di corpire i rotolini accumulati nell’inverno: è una prassi che non porta risultati, se non quelli di apparire (ancor di più) come degli insaccati.
3. Se avete dei figli, insegnate loro a rispettare il prossimo (e ancor di più i vicini). Niente giochi a palla in prossimità dell’ombrellone altrui, niente pianti, niente strilli. E poi… è assolutamente vietato giustificarli (e giustificarsi con gli altri) perché “sono bambini”. Ricordare sempre che sono i genitori a dare il buon esempio. Quindi: evitate di parlare per ore al cellulare, di essere aggressivi, tenere la voce alta, fumare sotto l’ombrellone e altre amenità che vi racconterò (mio malgrado, ma già lo so che assisterò impotente a decine di cose del genere) nel corso di questa, lunga, calda estate.

Revival grazie a Donna Letizia

E così, dopo l’acquisto di lunedì, mi è presa la mano e oggi mi sono imbambolata davanti allo “scaffale”. Il mio mitico scaffale dove sto accumulando galatei di tutti i tipi, libri sul bon ton, recusatio sulle cattive maniere. Insomma, un fritto misto dell’educazione (cattiva, buona o presunta tale). E così, sfogliando “Il saper vivere di Donna Letizia” (nella nuova edizione Bur, con la prefazione di Laura Lorenzi e una copertina verde, arancio e arancione tanto accesa da essere accecante) mi sono trovata davanti un passaggio davvero interessante (e sfortunatamente anacronistico).

FUORI DI CASA
La vera signora non fuma per strada, né mentre balla, né quando è in un negozio (dal parrucchiere fumi quanto le pare). Non parla con la sigaretta penzoloni tra le labbra. Usa un bocchino, purché non sia lungo come una tromba e non le ispiri atteggiamenti fataleggianti.
La vera signora veste con sobrietà. Sa che la parola chic è l’opposto della parola “provocante”. Abiti troppo attillati, scollature stile Mansfield-Monroe, sono di pessimo gusto. Se ha una silhouette marcata, se è troppo grossa e sproporzionata rinuncerà a seguire la moda alla lettera, cercherà di indovinare una volta per tutte il suo stile, la linea che meglio le si addice e se ne scosterà, poi, il meno possibile. Potrà rifarsi variando accessori e dettagli. (…) A proposito di gioielli, si evitino quelli appariscenti nelle ore de mattino e del primo pomeriggio. A una colazione elegante è ammesso un anello di brillanti. Le collane di cristalli colorati si possono portare anche di giorno, purché con abiti intonati. Gli strass sono sempre sconsigliabili alla luce del giorno, che inesorabilmente li rivela per quello che sono: pezzetti di vetri.

A rileggerle adesso, queste frasi, mi viene una grande malinconia…