Natale: cosa regalare?

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Regalare qualcosa può diventare una tortura, soprattutto se siete molto morigerati. I regali – tanto quelli ricevuti, quanto quelli fatti al prossimo – sono parte integrante della vita comune, dunque fatevene una ragione: è impossibile sottrarsi.

A regolamentare i doni ci sono un’infinita di direttive che comprendono tanto cosa donare, quanto come e quando farlo.

Esistono numerose occasioni particolari per fare dei regali dalle quali non ci si può esimere: compleanni, anniversari, matrimoni, battesimi, lauree, feste di Natale. Ci sono poi dei doni, piccoli o grandi che siano, pensati per accompagnare dei momenti specifici e far sentire la propria vicinanza; è il caso di promozioni, cambi di casa, inaugurazioni di nuove attività.

Il dono più bello, superfluo specificarlo, è quello che viene dal cuore. Quello, dunque, che viene acquistato sull’impulso dell’emozione. Non vi è mai capitato di sentirvi dire «Ho visto questo e ho pensato a te?». In tal caso più che mai non è affatto necessario che si tratti di qualcosa di costoso. Molto meglio qualcosa di significativo.

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Il Galateo a Natale – parte 1 di infinite

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Sul mio amatissimo Keep Calm e Smetti di fare il cafone – che trovate naturalmente qui e che, ça va sans dire, è un perfetto regalo di Natale – trovate un sacco di dritte utili per come comportarsi durante le imminenti festività.

Uno non ci pensa, ma ci sono tipo 12mila cose da tenere sotto controllo: i regali, gli inviti, il menù delle feste, i parenti che non si sopportano, le nuove famiglie che nascono e che non si sa come gestire, ecc.

Insomma, le feste di Natale più che un galateo dovrebbero avere allegati dei calmanti per superare indenni le abbuffate (e qui basterebbe un dimagrante), le cattiverie dei parenti, i parenti stessi.

Il problema che voglio esaminare oggi sono gli inviti. Tutto quello, cioè, che sta a monte dei festeggiamenti. Come ci si comporta se si è una coppia di fidanzati e non si sa con chi trascorrere il Natale? Cosa si fa se il proprio bambino si è appena sposato e non si vuole andare a casa dei suoi amatissimi parenti? Cosa si dice alla vicina di casa che ha appena perso il marito e che passerà con buona probabilità, visto che è rimasta sola al mondo, il Natale in solitudine?

Siete curiosi, eh? Allora tornate domani. Purtroppo per me, adesso mi tocca telefonare alla suocera e capire se c’è possibilità per saltarsi il consueto pranzo del 25! Incrociate le dita per me!

Il galateo alla strage

C’è un articolo che ho letto qualche giorno fa: le regole da tenere presenti in caso di strage. Una sorta di decalogo delle cose da mettere in atto, neanche fosse un terremoto o un incendio.

L’ho trovato attualmente concreto, e molto doloroso. Perché non possiamo che ammettere di trovarci davanti a qualcosa di imprevedibile, minaccioso e disperato. Perché la maggior parte di noi, o almeno quelli nati a cominciare dagli anni Ottanta come me, non capiscono cosa sia una guerra di religione. Come possa un essere umano decidere, volontariamente, di ammazzarsi. Perché siamo dentro una psicosi collettiva. Un incubo da cui ci auguriamo di svegliarci presto, forse consapevoli che così non sarà.

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E allora ho pensato, i tempi cambiano, e sarà macabro ma necessario stilare un galateo d’emergenza delle regole da tenere presenti quando ci si trova coinvolti in un attentato terroristico. Necessario per esorcizzare. Per fare finta che questo sia solo un esperimento surreale di cui siamo protagonisti.

Regola 1. Imparare il Corano. Può sempre essere utile. Mali docet.

Regola 2. Ricordasi che non è valida la regola: prima le donne e i bambini.

Regola 3. Restare fermi può non essere una buona idea. Ma anche muoversi può avere i suoi aspetti negativi. La cosa migliore? Fingersi morti.

Regola 4. Evitare di utilizzare i social network. Ci sono cose più importanti. Almeno sul momento.

Regola 5. Farsi un esame di coscienza, consapevoli che potrebbe essere l’ultimo. E, soprattutto, se non ci sono alternative provare a trasformarsi in super eroi.

Keep Calm su Gioia!

Siete dei cafoni? O, visto che nessun cafone si ritiene tale, siete circondati da cafoni al lavoro?

E allora vi consiglio il decalogo che Ornella Ferrarini, che oggi parla del mio libro “Keep Calm e smetti di fare il cafone” su Gioia!, ha stilato. Una classifica degli otto peggiori cafoni sul lavoro. Fra questi spicca un certo Simpson, e una certa suocera…

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Ecco qui il link per i più curiosi

Su Panorama.it

Panorama

Keep calm e smetti di fare il cafone di Miss Caterina
Come comportarsi dopo aver scoperto che il proprio fidanzato chatta su Facebook con una vecchia fiamma? È davvero maleducato non rispondere alle email? Esiste un modo elegante, e casomai economico, per fare dei regali graditi? Cosa si deve dire al proprio collega che fa coming out? Si devono fare gli auguri al proprio ex che si sta risposando? Come ci si deve comportare se si hanno ospiti vegani a cena? E, ancora, si può fare finta di niente con la vicina di casa il cui partner è stato messo agli arresti domiciliari? Continua a leggere su Panorama.it